CRONACA
"Non basta condannare, disprezzare o maledire! Con grande tristezza bisogna riconoscere che oggi le religioni possono ispirare delle guerre"
Coraggiosa presa di posizione del Pastore Giuseppe La Torre, presidente del Forum svizzero per il dialogo interreligioso e interculturale: "Non ci sarà mai una pace duratura tra le nazioni finché non ci sarà la pace tra le religioni"

LUGANO - "Non basta condannare, disprezzare o maledire! Con grande tristezza bisogna riconoscere che oggi le religioni possono ispirare delle guerre, possono legittimarle e provocarle". Sono parole dure e non banali quelle utilizzate questa mattina dal Pastore Giuseppe La Torre, presidente del Forum svizzero per il dialogo interreligioso e interculturale. Perché accanto all'ovvia condanna degli attentati di Bruxelles, vi è anche una severa autocritica sul ruolo delle religioni in questa sanguinosa battaglia. 

"L’ennesima strage, martedì a Bruxelles,  di gente inerme e innocente perpetrata dall’ISIS in Europa - scrive La Torre in un comunicato stampa - ci ha colti ancora una volta impreparati, ci ha lasciati costernati ed impauriti, sprofondandoci  in un dolore lacerante e in una grande amarezza. La nostra amichevole solidarietà va alle vittime e ai loro familiari. Ad altri lasciamo la risposta della forza contro la forza, ma in tutti noi rimane l’unica risposta che ci è possibile dare: quella della cultura contro l’incultura, della forza morale contro la debolezza dell’immoralità, della vita contro tutte le logiche di morte. Non torneremo alla barbarie dell’occhio per occhio, dente per dente!".

"Ma - aggiunge il Pastore - non basta condannare, disprezzare o maledire! L’esperienza religiosa, ieri come oggi, ha sempre avuto un volto violento, di negazione e distruzione dell’altro. Gli esponenti delle religioni affermano con forza che le religioni sono strumentalizzate ma, anche se a volte accade, ciò non è vero! Con grande tristezza bisogna riconoscere che oggi le religioni possono ispirare delle guerre, possono legittimarle e provocarle, così come possono essere strumenti di pace. Non ci sarà mai una pace duratura tra le nazioni finché non ci sarà la pace tra le religioni".

"Le nostre democrazie, costruite nei secoli passati con violenti conflitti culturali e rivoluzioni sanguinose per dare libertà e uguaglianza a tutti i cittadini - termina la nota - sono considerate da alcuni meno appetibili di un regime oscurantista e liberticida, in grado però di essere persino più globalizzato e mediatizzato di noi, che pensavamo di essere i motori della globalizzazione e di avere inventato tutti i mezzi di comunicazione e il modo di usarli efficacemente. Di fronte a questo scenario, non possiamo che rispondere impegnandoci ad  essere ponte tra due culture e a lavorare a quello che potrebbe essere il presupposto fondamentale per sgominare il terrorismo: l'educazione e la cultura!".

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