CRONACA
"Si danneggia la credibilità delle istituzioni". Il Partito Comunista contro la decisione del Governo di promuovere l’agente che inneggiò al fascismo e al nazismo
Il PC non ci sta e attacca il Consiglio di Stato: "Coerenza questa sconosciuta. Sembra fantascienza, oppure un brutto sogno, ma purtroppo è tutto vero"
© Ti-Press / Sara Solcà

BELLINZONA – “Sembra fantascienza, oppure un brutto sogno, ma purtroppo è tutto vero: l’agente di polizia che nel 2016 fece scalpore pubblicando sul suo profilo Facebook alcuni post celebranti il nazismo e il fascismo, tra poche settimane verrà promosso al grado di sergente maggiore”.

Il Partito Comunista non usa molti giri di parole per deplorare la scelta del Governo di promuovere l’agente. “Stando alla Polizia cantonale – si legge nel comunicato – il Consiglio di Stato ha attribuito all'agente tale incarico in ragione tanto delle “capacità professionali dimostrate nell’ultimo periodo della sua attività”, quanto "del fatto che ha scontato le sanzioni comminategli”.

Con un pizzico di ironia, il PC ammette di “non essere scandalizzato dalla scelta e dalla sua giustificazione”, in quanto “ rispondendo all’interrogazione del nostro granconsigliere Massimiliano Ay – il quale chiedeva quali misure sarebbero state adottate per impedire che all’interno del Corpo di polizia si infiltrassero fautori dell’eversione nazi-fascista–, il Consiglio di Stato affermava che “il bando di concorso per l’assunzione di futuri agenti di polizia richiede una condotta compatibile con la funzione di agente di polizia e una buona reputazione, in particolare non devono risultare comportamenti incompatibili con la funzione a concorso (quali ad esempio una condotta disonorevole o il non rispetto di valori etici condivisi dalla società) e la procedura di selezione per l’assunzione di futuri agenti di polizia prevede già attualmente un’inchiesta di polizia che accerta l’assenza di elementi o la presenza di precedenti incompatibili con la futura professione”.

“Coerenza – conclude il Partito Comunista – questa sconosciuta! Com’è possibile che, nonostante queste ragionevoli parole, il CdS abbia deciso di promuovere il poliziotto in questione – lasciando l’amaro in bocca a molti colleghi, sicuramente piu meritevoli? Non ci si rende conto che in questo modo si danneggia la credibilità delle istituzioni, e in particolare quella del corpo di polizia?”.

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