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25.10.2021 - 15:190

Tentato femminicidio di Solduno, ecco gli elementi emersi finora

L'inchiesta sul delitto di giovedì sera in via Vallemaggia prosegue tra interrogatori e raccolta di prove

LOCARNO - La ragazza di 22 anni ferita giovedì sera, poco prima delle 22, nel suo appartamento di via Vallemaggia 51 a Solduno è viva, ma è viva per miracolo, dopo essere stata per molte ore sospesa tra la vita e la morte. È sopravvissuta ai colpi di fucile, un fucile a pallettoni di grosso calibro, che il suo ex compagno, un ventenne del Canton San Gallo, le ha scaricato addosso, uno dei quali l'ha ferita gravemente all’addome. Il giovane è stato arrestato quella sera stessa, con l’accusa di tentato assassinio, subordinatamente di tentato omicidio intenzionale, e soltanto sabato i medici del Civico di Lugano hanno sciolto la prognosi dichiarando la vittima fuori pericolo.

 

Ecco i principali elementi emersi finora dall’inchiesta su questo tentato femminicidio coordinata dal procuratore pubblico Roberto Ruggeri. La giovane è stata colpita sulla soglia di una porta secondaria del condominio in cui abita. Nella vetrata è rimasto un foro ben visibile e forse proprio il vetro ha attutito la forza devastante del proiettile. Dopo essere stata immobilizzata all’interno dell’appartamento insieme al suo attuale compagno, la ragazza era riuscita a fuggire alla furia del suo ex, ma è stata colpita mentre cercava di uscire in cortile per chiedere aiuto.

 

All’autore era stato intimato nei mesi scorsi il divieto di avvicinarsi alla giovane dopo che lui le aveva inviato un video minaccioso in cui lo si vedeva sparare con una pistola. In luglio era stato interrogato dalla polizia ma, evidentemente, il richiamo da parte delle forze dell’ordine e il successivo provvedimento coercitivo non sono serviti a ricondurlo alla ragione. Giovedì sera il sangallese ha così deciso di passare all’atto ed è stato visto aggirarsi nei dintorni del condominio di via Vallemaggia già un paio d’ore prima del delitto, con delle valigie e la testa coperta dal cappuccio della felpa che indossava. Ha sparato come detto con un fucile di grosso calibro, ma non si tratta di un’arma militare. Non è ancora noto come si sia procurato il fucile e se avesse il permesso di possederlo.

 

Nel frattempo, il legale del ventenne, l’avvocato Fabio Bacchetta-Cattori, ha definito il giovane psichicamente instabile da molto tempo e ha preannunciato la richiesta di una perizia psichiatrica. Il ragazzo è stato interrogato a lungo in questi giorni per cercare di chiarire la dinamica e il movente del delitto, ma non sembra aver fornito finora molti elementi utili alle indagini, mentre gli specialisti della Scientifica sono tornati in via Vallemaggia per raccogliere ogni elemento che potrebbe essere utile alle indagini, sia nell’appartamento al penultimo piano del condominio, sia nel cortile, nell’atrio e lungo le scale.

 

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