CRONACA
Ex Macello, l'MPS: "Intervento di polizia sproporzionato"
"Ancora una volta alla conclamata volontà di dialogare è seguita la pura e sola repressione"
TIPRESS

LUGANO – Il Movimento per il socialismo (MPS) esprime "condanna per la violenza dell’azione della polizia nell’affrontare e nello sgomberare le persone che ieri hanno occupato il sedime dell’ex-macello. Ci pare di poter affermare che l’intervento non sia stato per nulla proporzionato. Era evidente fin dall’inizio che tale occupazione non potesse che avere (anche per ragioni obiettivi e strutturali) una dimensione puramente simbolica, tesa soprattutto a mettere l’accento sul fatto che da parte del Municipio di Lugano e dei suoi partiti non si sia mostrata, a ormai diversi mesi dalla demolizione del centro sociale autogestito il Molino, alcuna volontà di mettere a disposizioni spazi adeguati affinché quella esperienza – a parole giudicata positiva da molti – potesse e possa continuare".

"Ancora una volta alla conclamata volontà di “dialogare” è seguita, come a fine maggio, la pura e sola repressione. Un’azione che ha confermato le scelte politiche già espresse in passato dal Municipio e dai suoi partiti: quella di porre fine all’esperienza del centro sociale autogestito il Molino e di sostituirla con esperienze più “compatibili” con il quadro politico e sociale dominante. Vanno in questa direzione, ad esempio, i diversi annunci delle ultime settimane di voler offrire spazi per forme di “autogestione” compatibili con il quadro dominante (pensiamo alle proposte attorno allo studio Foce). Pur non avendo nulla contro queste proposte, è evidente che esse hanno soprattutto la funzione di escludere la ripresa di forme di autogestione dal basso come è stata per anni, al netto anche di errori e insufficienze, l’esperienza del centro sociale autogestito il Molino".

"L’MPS ritiene quindi che sia responsabilità del Municipio e dei suoi partiti fare proposte concrete di luoghi che potrebbero permettere la continuazione dell’esperienza dell’ex Macello".

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