CRONACA
I Frontaliers per Berna sono troppo 'ticinesi'. Ma il sequel si farà
Flavio Sala ha riferito che l'Ufficio Federale della cultura ha deciso di non sovvenzionare la produzione con protagonisti lui, alias Roberto Bussenghi, e Guglielmoni, alias Loris Bernasconi. "Il budget sarà ridotto all’asso, come sempre"

BELLINZONA - "Certo, come ha scritto qualcuno ci sono problemi ben più gravi, basta guardare quello che sta succedendo in questo periodo storico e queste sono bazzecole in confronto, ciò nonostante ho ritenuto opportuno espormi perché secondo me la gente ha diritto di sapere: da anni vengono stanziati fondi per film in Ticino che oggettivamente hanno un bassissimo riscontro di pubblico, alcuni non raggiungono nemmeno le sale cinematografiche, eppure per questi i soldi ci sono, per noi no". Flavio Sala, meglio conosciuto dal grande pubblico come Roberto Bussenghi, il frontaliere della serie dei Frotnaliers, commenta su Facebook quanto sta accadendo, di cui ha dato notizia la Regione qualche giorno fa.

La polemica, o meglio, per dirla con parole dell'attore, la segnalazione, riguarda dei fondi negati da parte dell'Ufficio Federale della cultura al sequel del primo e fortunato film con protagonisti lui e la guardia di confine Loris Bernasconi. “Visto il successo del primo film ci sembrava più che lecito ricevere finalmente la giusta sovvenzione, quella che danno ai film ‘veri’, anche ticinesi, per i quali vengono stanziati molti soldi, fino a un milione di franchi. Ci avrebbero fatto comodo per non girare risicati, come finora abbiamo fatto", ha detto.

E invece, l'Ufficio federale della cultura ha detto no. Si tratta, a loro dire, di un film troppo "local". Per Sala,  non è così, anzi si gioca sulla dualità tra guardia e ladro. A suo dire, il vero problema è quello che "la commissione che sceglie chi finanziare è composta da persone che la cultura ticinese e la Svizzera italiana in genere nemmeno sanno cosa sia. Dai tempi della Pamira Alberto Meroni (il regista, ndr) mi parla di snobismo"

Ad ogni modo la notizia importante per i fan dei Frontaliers è che il secondo film si farà. Avrà un budget risicato ma verrà prodotto. "Per fortuna la RSIi non ci ha voltato le spalle, il sequel comunque si farà, perché ci teniamo, perché vogliamo bene a questo prodotto, perché Alberto ci mette l’anima, Barbara anche, io e Guglielmoni altrettanto. Ma si farà fatica: si dovranno tagliare delle scene, rinunciare a quelle nel Sud Italia, in pratica rischiamo di fare le cose risicate come sempre".

Per dare un carattere meno legato al territorio ticinese si era deciso di introdurre tra i personaggi uno svizzero italiano, uno svizzero tedesco, uno francese e uno romancio, con scene girate anche nel sud Italia. A questo punto, non è dato sapere se ci saranno modifiche di trama, dovendo limitarsi a una produzione interamente locale. Ma quanto di buono è che i Frontaliers, in qualche modo, torneranno sul grande schermo, mantenendo le loro peculiarità. Secondo Bussenghi, a essere premiati sono film del filone psicologico, che sono ben distanti dalle scene di Bussenghe e Bernasconi, i quali però non si snatureranno. 

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