CRONACA
"Finestre di dialogo? Solo ipocrisia". Il CSOA prende posizione dopo lo sgombero
Gli autogestiti non le mandano a dire, a Valenzano Rossi ma non solo: "Politicanti sempre più miopi, viene da chiedersi se la gestione delle nostre serate sia davvero più sporca della vostra gestione della cosa pubblica"

LUGANO - Gli autogestiti non ci stanno e attaccano Karin Valenzano Rossi, ma non solo, dopo lo sgombero di ieri, sostenendo che le finestre di dialogo paventate in realtà non sono mai esistite e che, in pratica, nessuno ha mai avuto intenzione di discutere davvero con loro per cercare una soluzione alle loro esigenze. Avevano occupato l'ex discoteca Capo San Martino durante la notte di Natale, con l'intenzione di organizzare degli eventi (leggi qui), la Polizia è intervenuta ieri in tarda mattinata per liberare lo spazio, dopo la denuncia del proprietario dello stabile (leggi qui).

"Il Molino ha da sempre rivendicato uno stabile, senza dover chiedere niente a nessuno e senza pretendere niente in 25 anni di autogestione, autogestendosi e garantendo la funzionalità, la gestione, il pagamento delle fatture, l’abitabilità, la sicurezza (non è lo stesso termine...) e il vivere comune di una comunità", si leggeva in una nota inviata dal CSOA prima dell'intervento delle forze dell'ordine. Si sentivano incompresi, convinti che moltissimi politici (citavano Amalia Mirante) non capiscano "la lunga storia e il presente dell'autogestione", convinti però di voler "andare avanti, continuiamo a camminare le strade di questo territorio, a resistere con i nostri mezzi, le nostre possibilità e disponibilità. A liberare spazi abbandonati".

In serata, poi non si è fatta attendere la reazione allo sgombero, con un'accusa ai "politicanti" di essere "sempre più miopi", come lo è a loro dire "la narrazione di chi si presta a questi perbenismi – i giornalisti dapprima bloccati dalle forze dell’ordine durante lo sgombero e poi condotti a documentare il cosiddetto degrado - che agguagliano alla qualità della vita un’immagine di ordine e pulizia. Apparente". A loro avviso, "il degrado è nei cervelli di chi vede solo le bottiglie rimaste per terra (e che, se ci davate il tempo, avremmo anche ripulito…)".

Sono convinti di aver dato fastidio a "famiglie che contano, proprietarie di un luogo pregiato lasciato a deperire" e di essere stati ancora una volta vittime di "un accanimento verso qualsiasi forma di iniziativa dal basso". Avrebbero fatto rivivere un luogo caduto in disuso con una serie di iniziative con scopo aggregativo. 

Invece... "Ci si muove con questa creatività, con queste pratiche, se l’aria non passa e rimane l’odore stantio delle ipocrisie nonostante l’apertura di fantomatiche finestre di dialogo. Che di soluzioni e proposte concrete non ne hanno l’ha detto chiaramente la stessa Karin Valenzano Rossi, ammettendo di fatto di aver condotto una farsa volta solo a risolvere l’occupazione delle ex scuole di Viganello a luglio, o a chissà quale tentativo di riscattare la propria immagine rispetto a un’indagine che la vede tuttora coinvolta sull’abbattimento dell’ex-Macello. Il suo appello al legalismo stride sia con questo che con i torbidi affari professionali della Fidinam in cui ricopre un ruolo dirigenziale", passano all'attacco della Municipale liberale.

Tra l'altro, non avevano risparmiato un accenno anche a Zanini Barzaghi, considerata il membro di Municipio più favorevole all'autogestione, nel comunicato del mattino. "Constatiamo che la fine dell’era Cristina Zanini-Barzaghi in municipio non coincide con la “promessa” che fece anni fa: con me in municipio non ci sarà sgombero. A parte il fatto che con la sua presenza in municipio di sgomberi ce ne son stati ben due, magari chieda spiegazioni al collega Foletti sulla frase da lui detta durante l’interrogatorio con il PG Pagani che magari Borradori e Valenzano
Rossi non ne abbiano fatto cenno (della possibile distruzione) al resto del Municipio per evitare che lo venisse a sapere Cristina Zanini Barzaghi in quanto in contatto con ambienti vicini al CSOA…".

"Viene da chiedersi se la gestione delle nostre serate sia davvero più sporca della vostra gestione della cosa pubblica", si chiedono i molinari, che concludono con una dichiarazione di intenti, sempre la stessa da ormai decenni: "La coerenza è la nostra forza. La nostra magica serata è stata un inno alla vita. Ripigliatevi (e fatevi una vita). Non ci avrete mai come volete voi".

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