CRONACA
L'UDC: "Il lupo distrugge pastorizia e allevamento, il Ticino intervenga subito"
Dopo la scelta di una azienda di rinunciare all'alpeggio del proprio gregge e dopo la protesta in Alta Vallemaggia, il partito lancia un appello al Cantone: "Si possono abbattere i lupi in modo preventivo o allontanarsi. Ma bisogna agire"

BELLINZONA - Se ne parla un po' meno rispetto allo scorso anno, ma il lupo continua a essere un problema per gli allevatori ticinesi. Negli ultimi giorni, il tema è stato riportato all'attenzione generale dalla decisione di una piccola realtà di gettare la spugna e di rinunciare agli alpeggi riportando i propri animali in pianura, e dalla protesta inscenata da alcuni contadino a Cevio, sul ponte Visletto. Tutti temono per le loro greggi e l'UDC chiede di intervenire, "e non vogliamo vedere ben presto le nostre valli spopolate, senza più contadini che curano il nostro bel territorio e producono ottimi prodotti a km 0".

Oltre a riportare i due episodi, il partito democentrista elenca alcuni numeri emblematici. "Le cifre reali parlano chiaro: il numero delle predazioni avvenute nel 2024, da gennaio ad oggi, sono 99. Questo numero supera già ampiamente quelle avvenute nel corso del 2023, che erano 72. Anche il numero degli attacchi del lupo, quest’anno sono aumentati, passando dai 26 dell’anno scorso agli attuali 48. Nelle statistiche non vengono riportati gli animali feriti e dispersi, anch’essi in aumento. Mai come nel 2024 si è assistito ad uno scarico anticipato così importante degli alpeggi; ad oggi ben 720 capi! Senza contare che il numero di animali alpeggiati è diminuito nel corso degli anni a causa della chiusura di diverse aziende. Inoltre, parecchi allevatori hanno sostituito gli ovini con altri animali".

"Questi ultimi dati e variabili non sono considerate nelle fuorvianti statistiche ticinesi", prosegue il testo, che sottolinea come "il Dipartimento dell’Ambiente guidato da Albert Rösti ha compiuto enormi sforzi per permettere ai Cantoni di agire anche in modo preventivo attraverso abbattimenti e allontanamenti dei lupi dalle zone più sensibili. Anche il Canton Ticino deve agire per sfruttare i margini di manovra concessi dalla Confederazione. Il Canton Grigioni è già uscito con un comunicato stampa chiaro con l’indicazione del numero di lupi che si vorrebbe abbattere. In Ticino non si sa nulla e le richieste non sono ancora state presentate a Berna". Insomma, il Ticino pare essere fermo al palo, mentre gli allevatori si trovano a dover affrontare una situazione sempre più difficile, tanto che per l'UDC "la presenza del lupo sta distruggendo la pastorizia e l’allevamento del bestiame minuto in Ticino e con essa spariranno tradizioni profondamente legate al nostro territorio. Numerose aziende agricole sono a rischio di chiusura, con conseguente perdite di posti di lavoro, abbandono della produzione di prodotti locali e della cura del territorio".

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