CRONACA
"Babbo Natale non esiste". Il parroco di Brissago sospeso dall'insegnamento
Il sacerdote è finito nel mirino di alcune famiglie, preoccupate per il modo disinvolto con cui ha affrontato in classe temi delicati

BRISSAGO - Il parroco di Brissago è stato sospeso dall’insegnamento religioso alle Elementari e inviato a frequentare un corso di preparazione alla docenza. Il sacerdote è finito nel mirino di alcune famiglie, preoccupate per il modo disinvolto con cui ha affrontato in classe temi delicati e difficili per i bambini di scuola elementare - come la morte, il matrimonio, l’esistenza di Babbo Natale -. Temi che se trattati con poca sensibilità rischiano di disorientare i bambini, generando ansie, paure e delusioni.

Così, come scrive LaRegione, il parroco è stato sospeso fino a che non avrà acquisto migliori competenze didattiche.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la ‘rivelazione’ che il parroco ha comunicato ai bambini di Brissago durante l’Avvento: “Babbo Natale non esiste”.

Perché, verrebbe da chiedersi, invece Gesù Bambino sì? In ogni caso, che un messaggio del genere vada assolutamente evitato, soprattutto quando si approssima il Natale, dovrebbero averlo imparato anche i più zelanti guardiani della fede, visto che la negazione di Santa Claus provoca ogni anno feroci polemiche in varie parti d’Europa.

Una delle ultime proprio prima di Natale in Inghilterra dove, come ha raccontato il “Times”, il reverendo Paul Chamberlain ci è andato giù pesante: non pago di aver detto si bimbi che Babbo Natale è un fake, ha aggiunto anche che i biscottini che i bambini gli lasciano come ringraziamento per i doni, se li mangiano nottetempo mamma e papà. I bimbi ci sono rimasti male, e alcuni, secondo il giornale, sarebbero scoppiati in un pianto a dirotto. Tornati a casa, gli allievi hanno raccontato l'accaduto ai genitori, che hanno protestato con la scuola, che ha protestato con la diocesi, che ha costretto lo sventurato reverendo a fare marcia indietro e a scusarsi. Polemiche anche sulla frase del cardinale Angelo Comastri, vicario del Papa in Vaticano, che intervistato dal TG1 della RAI il 26 dicembre ha negato l'esistenza di Santa Claus: "Scrivergli una letterina è come scrivere a nessuno. Diverso è scrivere a Gesù Bambino", ha detto in sostanza.

L'anno prima nel mirino era finito il vescovo di Noto, in Sicilia, con titoli come "Il Vescovo fa piangere i bambini", "Vescovo shock"...

Più o meno quello che è successo a Brissago il mese scorso. Anche se la questione di Babbo Natale è stata, come detto, la classica ultima goccia.

“Abbiamo ricevuto segnalazione da parte della Direzione scolastica che l’amministrazione parrocchiale, incaricata di fare lezioni alle Elementari, in classe aveva trattato alcuni argomenti in modo un po’ superficiale e didatticamente discutibile – ha detto Don Emanuele Di Marco, direttore a interim dell’Ufficio dell’insegnamento religioso -. Su queste basi abbiamo provveduto ad ascoltare le parti coinvolte – Direzione scolastica, Comune e Consiglio parrocchiale – e ci siamo resi conto che questo docente, per quanto sia parroco, ha effettivamente avuto difficoltà a inserirsi nella realtà della scuola ticinese. Questo innanzitutto perché non la conosceva – proviene dalla Diocesi di Losanna, Ginevra e Friborgo – ma anche per una certa distanza da alcuni elementi di pedagogia religiosa e di psicologia dello sviluppo”.

 

 

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