CRONACA
Un agente della Polcom sullo sfogo del collega della Cantonale: "Uniamoci, non dividiamoci"
"La sicurezza si costruisce con la collaborazione, il rispetto reciproco e il riconoscimento del valore di ogni operatore, indipendentemente dall’uniforme che indossa"
CRONACA

Lo sfogo di un agente della Cantonale: "Il mio è un grido d'allarme e una richiesta d'aiuto"

31 OTTOBRE 2025
CRONACA

Lo sfogo di un agente della Cantonale: "Il mio è un grido d'allarme e una richiesta d'aiuto"

31 OTTOBRE 2025

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta firmata da un agente di una Polizia comunale in merito all'articolo correlato. Il nome è noto alla redazione.

È ora di smetterla di paragonare continuamente la Polizia cantonale alle Polizie comunali. Questi confronti non servono a nulla, se non a creare tensioni e divisioni tra corpi che dovrebbero invece lavorare insieme per un obiettivo comune: la sicurezza dei cittadini. Ognuno ha ruoli, competenze e responsabilità differenti, ma tutti sono parte integrante del sistema di sicurezza del nostro Cantone.

È importante ricordare che sia le Polizie comunali polo sia le Polizie comunali strutturate collaborano quotidianamente con la Polizia cantonale e contribuiscono in modo concreto alla sicurezza del territorio. Le Polizie polo svolgono gli stessi turni e orari dei colleghi della Cantonale e sono soggette al medesimo “Regolamento concernente l’uniformazione dei gradi e delle condizioni di stipendio dei corpi di polizia cantonale e comunali (RuGraS)”. Lo stesso vale per le Polizie comunali strutturate che, pur avendo una propria organizzazione interna e una gestione adattata alle esigenze locali, operano anch’esse secondo il RuGraS e partecipano regolarmente a servizi congiunti e attività coordinate con la Cantonale.

Per questo motivo, continuare a paragonare stipendi, orari o condizioni di lavoro è fuorviante e inutile. Ogni corpo ha la sua funzione, le sue difficoltà e le sue responsabilità. Non si può ridurre un sistema complesso come quello della sicurezza pubblica a una gara di numeri o a una classifica tra chi lavora di più o guadagna di meno. La sicurezza si costruisce con la collaborazione, il rispetto reciproco e il riconoscimento del valore di ogni operatore, indipendentemente dall’uniforme che indossa.

Detto questo, se la Polizia cantonale sta vivendo problemi interni — di personale, di organizzazione o di gestione — è giusto che vengano affrontati e risolti da chi ne ha la competenza. Ma se questi problemi vengono ignorati o rimandati, non è corretto scaricare la frustrazione sugli altri corpi di polizia. Le Polizie comunali continuano a garantire ogni giorno un servizio di qualità, con impegno, senso del dovere e professionalità. Se la Polizia cantonale ha delle difficoltà e non vuole o non riesce a risolverle, questo è un problema interno loro, che non deve diventare motivo di confronto o di scontro con chi, nel frattempo, continua a lavorare con dedizione per la sicurezza comune.

Chi porta un’uniforme sa bene cosa significhi sacrificio, responsabilità e servizio. E proprio per questo dovremmo mostrare unità e rispetto reciproco, invece di dividerci. La sicurezza pubblica non si costruisce con le polemiche o con i paragoni, ma con la collaborazione e la fiducia tra tutti i corpi che operano sul territorio.

Invece di guardare alle differenze, impariamo a riconoscere il valore di ciascuno. Solo lavorando insieme, Polizia cantonale e Polizie comunali, possiamo garantire ai cittadini un servizio efficace, coerente e vicino ai loro bisogni. Collaborazione, rispetto e responsabilità condivisa: sono questi i pilastri su cui deve poggiare la sicurezza nel nostro Cantone.

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