La drammatica testimonianza di Louise, cameriera al Costellation: " Vedo costantemente i volti dei morti, delle persone che ho assistito, che ho riconosciuto fuori, bruciati"

SION – È nella deposizione, pubblicata stamane dal Corriere della Sera, che Louise ricostruisce quanto accaduto nella notte dell’incendio al Constellation. Parla e piange mentre ripercorre quei momenti. "Ero completamente disorientata, sola, sopraffatta dalla portata di quello che vedevo accadere. Ho avuto l’impressione che i pompieri ci abbiano messo una vita ad arrivare...Ero nel panico... quando ho visto tutte quelle fiamme mi sono sentita impotente. Sentivo tutti urlare..".
Louise Leguistin ha 25 anni, lavorava come cameriera nel locale. Alla domanda se sia rimasta ferita risponde: "Fisicamente no, ho avuto due piccoli tagli che non voglio considerare come ferite. Ma da quella notte ho grandi difficoltà a dormire. Vedo costantemente i volti dei morti, delle persone che ho assistito, che ho riconosciuto fuori, bruciati. L’odore mi è rimasto nel naso. Ho incontrato degli psicologi perché stava iniziando la fase del “e se?”, insieme al senso di colpa e al rammarico per il fatto che altri non ce l’avevano fatta a sopravvivere mentre io sì (...) sono triste, angosciata, scioccata (...) Da quella sera le cose non sono andate molto bene. Mi sono incolpata molto per essere uscita illesa. Sono felice di essere viva. Ma ho dei rimpianti. Mi chiedo cosa avremmo potuto fare diversamente...".
Louise era arrivata a Crans-Montana l’11 dicembre, il suo primo giorno di lavoro. "Non avevo mai lavorato a Crans o per la famiglia Moretti. Avevo fatto il colloquio con Jessica una settimana e mezza prima, per telefono. Avevo fatto domanda. Volevo fare esperienza in Svizzera e mettere via un po’ di soldi, come tutti".
A Louise viene chiesto cosa facesse Jessica Moretti nei momenti dell’incendio. La cameriera dichiara che durante i festeggiamenti "era con noi, stava filmando quello che stava succedendo" e aggiunge: "L’ho vista salire le scale e andarsene in fretta, poi non l’ho più vista".
Sulla formazione ricevuta in caso di incendio, dice: "Mi è stato semplicemente spiegato come funzionava il reparto. Tutto qui». Sulla presenza degli estintori nel locale afferma: "Credo ce ne fosse uno". E quanto all’uscita di emergenza osserva che il cartello "non è molto visibile", tanto che "i clienti del locale non avevano mai notato quella porta".