Il presidente americano torna sulla telefonata con Karin Keller-Sutter: "Non riuscivo a farla smettere di parlare. Loro ricchi solo perché glielo permettiamo"

BERNA – Donald Trump torna all’attacco della Svizzera. E la usa, ancora una volta, come simbolo per difendere la sua linea dura sui dazi. In un’intervista andata in onda su Fox Business, il presidente americano ha sostenuto che la prosperità di Paesi come la Svizzera esisterebbe solo perché gli Stati Uniti “permettono loro di spennarci”.
Sono parole pesanti quelle usate da Tump, che ha definito la Svizzera una nazione “ultra perfetta, ma solo perché Washington le consente di fare molti soldi. Potrei fare almeno altri 40 esempi di Paesi come loro”.
Nel mirino anche un episodio già noto: la telefonata dell’estate scorsa con l’allora presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter, che Trump ha definito erroneamente “primo ministro”. Secondo il tycoon, la rappresentante elvetica avrebbe insistito ripetutamente sul fatto che la Svizzera fosse “un piccolo Paese”. “Non riuscivo a farla smettere di parlare”, ha affermato, sostenendo che proprio quell’insistenza lo avrebbe spinto ad alzare i dazi al 39% invece di ridurli.
Poi, in autunno, la distensione. Dopo una fase negoziale – e una visita a Washington di rappresentanti economici svizzeri – le tariffe sono state ridotte al 15%. Al World Economic Forum di Davos, Trump aveva spiegato di aver abbassato le barriere per “non danneggiare il popolo svizzero”, ribadendo però che la Confederazione “senza gli Usa non guadagnerebbe nulla”.