Gli episodi: battute sessiste alle colleghe, atteggiamenti sopra le righe nei momenti conviviali dell’istituto di Giubiasco e stato di ebbrezza durante cene di classe e gite scolastiche…

GIUBIASCO – Non sono mancati i segnali d’allarme sul docente di matematica della Scuola media di Giubiasco arrestato lo scorso marzo con l’accusa di atti sessuali con almeno due allieve di età inferiore ai 16 anni. Secondo quanto riferisce oggi la Regione in un articolo firmato da Marino Molinaro, nell’arco di una decina d’anni alla Direzione dell’istituto sono state inoltrate svariate segnalazioni interne riguardanti comportamenti giudicati inadeguati e problematici sotto il profilo professionale, relazionale e personale.
Segnalazioni che, stando alle testimonianze raccolte dal quotidiano, non avrebbero prodotto un cambiamento significativo né impedito il progressivo deteriorarsi della situazione.
Il 37enne, domiciliato in Riviera, rimane intanto in detenzione preventiva per altri due mesi. L’inchiesta penale, coordinata dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni, si starebbe avviando verso le battute conclusive. Le accuse dovranno naturalmente essere verificate nel procedimento giudiziario e per l’indagato vale la presunzione d’innocenza.
La Regione ricostruisce anche una serie di condotte che sarebbero state osservate nel corso degli anni: battute sessiste rivolte alle colleghe, approcci descritti come sempre più invadenti e molesti, atteggiamenti sopra le righe durante cene e momenti conviviali dell’istituto, nonché episodi nei quali il docente sarebbe apparso in stato di ebbrezza durante cene di classe e gite scolastiche. In alcune occasioni avrebbe inoltre proposto passaggi in automobile agli allievi.
Una delle allieve, come è già emerso, trascorreva le pause in classe con l’insegnante. La giovane avrebbe successivamente confidato a un’amica di avere avuto rapporti con lui in automobile. Sarebbe stato il racconto dell’amica a una docente esterna alla sede a innescare la segnalazione al Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport.
Il punto centrale sollevato dall’articolo riguarda tuttavia la gestione istituzionale della vicenda. Come è possibile, si chiede la Regione, che comportamenti segnalati ripetutamente siano stati tollerati o ricondotti a semplici eccessi caratteriali o al consumo di alcol? E soprattutto: la Direzione ha svolto le necessarie verifiche e coinvolto i servizi competenti del DECS, come previsto dal protocollo obbligatorio in vigore dal 2023?
Resta inoltre senza esito pubblico l’inchiesta amministrativa aperta dal Dipartimento nell’aprile scorso per chiarire il funzionamento delle procedure interne. Il DECS, ricorda il quotidiano, ha finora risposto formalmente soltanto a due dei cinque atti parlamentari presentati dopo l’arresto.