Dopo i due incidenti mortali del primo giorno, il presidente della Federazione cacciatori ticinesi richiama i circa duemila praticanti alla massima attenzione e fa il punto sulle nuove regole

Il tragico avvio della stagione venatoria, segnato sabato da due incidenti mortali in montagna, spinge la Federazione cacciatori ticinesi a lanciare un richiamo netto alla prudenza.
“Considerato l’infausto inizio della stagione venatoria, la Federazione cacciatori ticinesi, e con essa tutti i suoi aderenti, oltre alla vicinanza alle famiglie rinnova l’invito alla prudenza che mai dev’essere sacrificata a questa nostra ‘passionaccia’”, afferma il presidente Davide Corti in un’intervista pubblicata da laRegione.
Un messaggio rivolto a una comunità di circa duemila praticanti, tra cui circa 200 donne, in un contesto venatorio che negli ultimi anni sta cambiando. Corti sottolinea come oggi la sola passione non basti più: “Ci vuole conoscenza, perseveranza e dedizione”.
La caccia, spiega il presidente della Federazione, non può essere ridotta al semplice abbattimento di una preda. Durante il resto dell’anno i cacciatori collaborano con i servizi cantonali nella gestione degli equilibri tra le varie specie e del territorio. Dietro ogni capo abbattuto, sostiene Corti, c’è un lavoro più ampio che riguarda camosci, caprioli, cervi e cinghiali e che si inserisce in una strategia gestionale di medio-lungo periodo.
Tra le sfide più delicate c’è anche l’aumento del cosiddetto “carico antropico” sulle montagne. Escursionismo, attività in bicicletta e frequentazione del territorio durante un arco sempre più ampio dell’anno incidono sulla tranquillità della selvaggina, soprattutto nei periodi della riproduzione e delle nascite. Da qui l’importanza delle zone di protezione e delle bandite di caccia, per le quali la Federazione chiede anche più informazione preventiva e più controlli in caso di violazioni.
La stagione 2026 porta inoltre alcune novità regolamentari. È stata estesa a tutte le forme di caccia la possibilità di utilizzare il silenziatore, mentre durante la caccia alta resta vietato l’uso dei visori notturni sia per il tiro sia per l’osservazione. Da quest’anno anche la semplice detenzione di questi dispositivi nello zaino, in tasca o in auto può comportare il ritiro immediato della patente.
Diverso il caso delle battute di contenimento disposte dal Cantone, ad esempio in presenza di emergenze legate ai cinghiali o ai danni causati dai cervi. In queste situazioni è ora consentito l’impiego di cannocchiali di puntamento termico, con l’obiettivo di rendere gli interventi più rapidi ed efficaci.
Resta infine aperto il problema delle piazze d’allenamento per il tiro a palla. La Federazione attende la realizzazione del nuovo poligono al Monte Ceneri e chiede al Cantone un piano di accompagnamento per garantire possibilità di allenamento adeguate. Un tema che tocca direttamente la formazione continua e la sicurezza dei cacciatori.
Dopo un esordio così drammatico, il messaggio della Federazione resta quindi semplice e diretto: la passione non deve mai prevalere sulla prudenza.