La presenza di Carobbio alla riunione convocata dal SEV scatena la reazione della società: “Un’azione promossa per sovvertire le regole del diritto”

LUGANO – “Il Governo ha superato il limite”. È durissimo l’attacco della Società Navigazione del Lago di Lugano contro il Consiglio di Stato e la sua presidente Marina Carobbio Guscetti, dopo la riunione convocata lunedì sera dal Sindacato del personale dei trasporti SEV nei locali delle FART. All’incontro con il personale hanno partecipato la stessa Carobbio e il delegato cantonale Francesco Quattrini. Una presenza che SNL giudica “deplorevole” e che riaccende lo scontro sul futuro del servizio di navigazione sul Verbano.
“Un sindacato che non è firmatario del contratto collettivo di SNL riunisce il personale di un’azienda nei locali dell’azienda alla quale il Governo vuole trasferire, con la forza e contro le regole del diritto, il servizio di navigazione sul Verbano. E a quell’incontro partecipa la presidente del Governo. Il problema è evidente”, afferma la società.
“Abbiamo il diritto di navigare fino al 2046”
SNL ricorda di essere attiva sul Verbano dal 2018, sulla base di accordi internazionali e contratti che, secondo la società, le garantiscono il diritto di continuare a svolgere il servizio fino al 2046. La partecipazione di Carobbio all’incontro viene quindi interpretata come una scelta di campo da parte del Governo. “In barba allo Stato di diritto, di cui dovrebbe essere la prima garante, la presidente del Consiglio di Stato partecipa a un’azione promossa per sovvertire le regole di diritto che sono il fondamento dello Stato democratico”, accusa SNL.
Nel mirino finisce anche la molteplicità dei ruoli ricoperti dal Cantone nella vicenda. Lo Stato è infatti committente del servizio, regolatore e controllore, ma anche azionista di maggioranza delle FART, la società che dovrebbe subentrare nella gestione della navigazione sul Verbano. A tutto questo, secondo SNL, si aggiunge la partecipazione diretta del Governo agli incontri con il personale dell’azienda che dovrebbe lasciare il servizio.
“In una situazione simile, la questione dell’imparzialità istituzionale non può più essere elusa”, sostiene la società. “Tanto più quando la presidente del Governo perora direttamente la causa di un’azienda privata contro un’altra azienda privata, come è avvenuto nella riunione di ieri sera”.
“I collaboratori non siano usati come strumento di pressione”
SNL respinge anche il coinvolgimento dei propri dipendenti nella vertenza e accusa il Governo di voler costruire un fatto compiuto. “Non accettiamo che i nostri collaboratori vengano utilizzati come strumento di pressione e non rinunceremo a difendere i nostri diritti e i nostri contratti solo perché questa è la soluzione voluta dal Governo”.
Per la società, i principi della certezza del diritto e della libera concorrenza devono essere rispettati anche quando una delle aziende coinvolte è controllata dal Cantone.
Da qui la domanda rivolta pubblicamente all’Esecutivo: “Può un Governo utilizzare tutto il proprio peso istituzionale per imporre il trasferimento di un’attività imprenditoriale privata da un’azienda a un’altra, della quale per di più esso stesso è l’azionista di maggioranza?”.
SNL annuncia infine di non voler fare passi indietro e lascia intendere che la battaglia proseguirà anche sul piano giudiziario. “La società continuerà a difendere i suoi collaboratori, il servizio di navigazione sul Verbano e tutti i propri diritti, anche in tribunale”.