POLITICA E POTERE
Lugano: le bombe di Foletti su Giudici e il PLR
Durissimo articolo del candidato leghista contro "l'antico candidato" e il suo partito. E la campagna elettorale si infiamma...

LUGANO – Nella campagna elettorale di Lugano si registra una nuova potente fiammata. Una polemicache riaccende la sfida fra i due principali partiti, la Lega e il PLR. Michele Foletti, presidente del Gran Consiglio e candidato la municipio di Lugano, mette nel mirino Giorgio Giudici e PLR, e spara.

In un articolo apparso questa mattina sulla Regione, Foletti cannoneggia a tutto campo contro il sindaco d Lugano e il suo partito. Di seguito riportiamo l’articolo apparso questa mattina sul quotidiano bellinzonese riassunto in capitoletti. 

“Il più antico candidato e Facebook…”

“Oramai il più antico candidato alle elezioni comunali di questo 2013 parla solo tramite il più giovane (o quasi) dei mezzi di comunicazione: Facebook. Convinto lui...”

“Le presenze di Giudici in Consiglio Comunale si contano sulle dita di una mano di un falegname”

L’ultima sua esternazione ci dice che solo una mente diabolica ha potuto creare ad arte l’insinuazione dell’esistenza di accordi o sotterfugi preelettorali. Lui dice: “Nel mio percorso politico non è mai esistito questo modo di procedere poiché non fa parte della mia cultura politica. Ho sempre fatto le mie campagne elettorali in modo aperto e trasparente”. Come non credergli? Talmente aperto e trasparente che in tre anni si è presentato davanti al Consiglio comunale pochissime volte; così poche che si potrebbero contare sulle dita di una mano di un falegname.

“Il PLR ostaggio del potere di Giudici”

“Talmente aperto e trasparente che il suo partito è stato l’ultimo a presentare la lista dei candidati al Municipio perché in attesa di un cenno di apertura e trasparenza da parte dell’antico candidato. Un partito ostaggio di una sola persona. Un partito incapace di affrontare questa persona e mettere le cose in chiaro; un partito incapace di salvare il suo futuro sacrificando il potere di una singola persona. Un partito succube del potere – quasi assoluto – detenuto da uno solo”.

“Gli statuti e la candidatura di Giudici….”

Facciamo un’ipotesi: voi siete membri influenti del Plrt. Avete a cuore il buon governo, vi siete dotati di statuti chiari e studiati da chi predica la governance e vota l’iniziativa Minder. In pratica gente tutta d’un pezzo, graniticamente liberale, figlia della Rivoluzione francese.
In un memorabile congresso del 2008 avete votato un articolo dei vostri statuti (il 64) che prevede un limite massimo di 4 (quattro) legislature anche per la carica di sindaco. Evidentemente è prevista una deroga (siamo liberali!) ma solo unicamente in casi eccezionali per un’ulteriore legislatura. E allora facciamo qualche calcolo: l’antico e a consumato politico si candida alla 8 (ottava) legislatura come sindaco (dal 1984) e alla 10 (decima) come municipale. Va bene essere liberali e tolleranti, ma gli statuti dicono al massimo un’ulteriore legislatura e non due o tre o quattro legislature supplementari. Il partito del buon governo dovrebbe dare l’esempio nel rispetto delle regole, soprattutto nel rispetto delle sue regole, quelle che si è dato per preservare la sua democrazia interna.

“Il rispetto delle regole e i marziani”

"Invece le ignora solo per paura di perdere il proprio potere. “Liberi, concreti, generosi... e smemorati” quando non si è capaci di rispettare neppure le regole interne che ci si è dati. Non stupisce che il candidato antico tiri in ballo una “mente diabolica”. Mancano solo i marziani".

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