I democentristi intenzionati a presentare una lista di peso per il Consiglio di Stato: in campo Pinoja, Rusconi, Chiesa e Moor? Ecco le strategie nate da un seminario a Tenero

LUGANO - L'UDC riparte e prepara il futuro. I vertici del partito si sono riuniti sabato 25 maggio 2013 a Tenero per un seminario per fare il punto di metà legislatura e per definirne la strategia in vista delle lezioni cantonali.
Una ventina i presenti, informa un comunicato diffuso nella mattinata, fra cui il consigliere nazionale Pierre Rusconi, il gruppo in Gran Consiglio al completo, e diversi responsabili regionali e membri della Direttiva cantonale.
"In un’atmosfera distesa e molto collaborativa - prosegue la nota - sono nati interessanti spunti e suggerimenti che verranno ora riassunti e ordinati dall’Ufficio presidenziale, il quale ne valuterà l’opportunità e l’applicabilità, riferendo poi alla Direttiva e al Comitato cantonale, laddove possibile con concrete proposte esecutive".
Fin qui le comunicazioni ufficiali ma di cosa si è discusso concretamente? Innanzitutto, racconta chi c'era, l'UDC è più che intenzionata a presentare una lista per il Consiglio di Stato. Una lista forte, al contrario di quello che è accaduto per il Municipio di Lugano e che ha contribuito a una sonora batosta per i democentristi. Fra due anni si cambia registro e si schierano i pesi massimi per costruire una cinquina il più competitiva possibile. Gabriele Pinoja, Marco Chiesa, Pierre Rusconi, Michele Moor, più qualche giovane che si è messo in luce come Lara Filippini, Alain Bühler o la neo consigliera comunale luganese Raide Bassi. Sono questi alcuni nomi che si possono ipotizzare, nomi che girano, anche se nel vertice di Tenero non se ne è parlato. La scelta di fare una lista "acchiappavoti", e non tanto per farla, ha trovato ampio consenso. E potrebbe mutare solo nel caso in cui il Gran Consiglio reintroducesse le congiunzioni, come accade a livello federale. La proposta sarà presto votata dal Parlamento ma allo stato attuale sono scarsissime le possibilità che venga accolta. A sostenerla solo l'UDC, per il momento.
Nel corso del seminario è anche emersa la volontà di snellire un po' i vertici del partito per avere una migliore reattività nel seguire l'agenda politica. Altro punto chiave: il finanziamento del partito. L'UDC è intenzionata a mettere in atto delle iniziativa per foraggiare un po' la cassa in vista della campagna elettorale. Si è discusso anche dell'ipotesi di cambiare nome, ma l'opzione è stata accolta con una certa tiepidezza, e in ogni caso serve l'ok del partito nazionale. A sensazione non se ne farà nulla.
Un'ultima questione riguarda i rapporti con la Lega. E qui non si intende cambiare linea. Accordo tema per tema ma nessun matrimonio, come testimonia la volontà di fare la lista per il Governo, al contrario di quanto avvenne nel 2011. Una scelta che potrebbe avere delle ripercussioni sulle elezioni federali dove potrebbero saltare le congiunzioni che, all'ultimo giro, portarono due leghisti e Pierre Rusconi al Consiglio Nazionale. Va da sé che l'obbiettivo numero uno dell'UDC è mantenere il seggio di Rusconi. Una priorità anche per il partito nazionale che ha promesso investimenti mirati e privilegiati per la campagna ticinese. Al contrario di quanto succedeva in passato, quando la sezione ticinese, doveva spartirsi il sostegno centrarle con le sezioni romande.