Il Consiglio di Stato risponde ai deputati Quadranti e Cavalli che avevan sollevato dubbi sull'obbligatorietà di insegnamento: "Di principio, nessun problema. Ma se un allievo dimostra il contrario..."

BELLINZONA - Per il Consiglio di Stato l'obbligatorietà dell'insegnamento del Salmo svizzero, coluro recentemente dal Gran Consiglio, non va regolato per legge e, di principio, non vìola la libertà di credo e di coscienza degli allievi. Ma se qualcuno dovesse dimostrare il contrario la sua obiezione dovrà essere presa in considerazione.
È questo per sommi capi il pensiero dei ministri messo nero su bianco in una risposta a un'interrogazione formulata dai deputati Matteo Quadranti (PLR) e Francesco Cavalli (PS). I Parlamentari avevano chiesto al Governo se la decisione del Parlamento non avesse bisogno di una verifica costituzionale e di una modifica delle leggi sulla scuola. Inoltre, visti i riferimenti a Dio nel Salmo, avanzavano dubbi sul fatto che l'insegnamento obbligatorio violasse principi costituzionali come la libertà di credo.
"Per rendere obbligatorio l'insegnamento del Salmo svizzero - scrive il Governo in risposta - non occorre e non appare opportuno modificare o introdurre una nuova norma nella Legge della scuola, in un'altra legge scolastica o in un regolamento di applicazione. (…) Il salmo svizzero non è e non può essere considerato materia o disciplina d'insegnamento, ma costituisce un contenuto. I contenuti di ogni singola materia vengono definiti nei Piani di studio e nei programmi d'insegnamento, che vengono elaborati dal Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport con la partecipazione degli organi scolastici, degli esperti e dei docenti. I Piani di studio ed i programmi di insegnamento sono approvati dal Consiglio di Stato e sono da considerarsi vincolanti. L'inno svizzero verrà dunque inserito nei piani formativi della scuola dell'obbligo come contenuto d'insegnamento obbligatorio in una o eventualmente più materie da concordare (musica, civica, storia). In ogni caso la sua obbligatorietà non verrà definita in una norma di legge,. Ciò non appare necessario e neppure opportuno. Da rilevare che il nuovo Manuale di storia per le scuole medie conterrà un riferimento all'inno nazionale".
"La libertà di credo e di coscienza di ogni singolo va evidentemente rispettata. Il Consiglio di Stato - si legge ancora nella risposta governativa - non ritiene di principio che l'insegnamento del salmo svizzero possa in qualche modo violare questa libertà. Tuttavia qualora un allievo dovesse sostenere e dimostrare di essere leso nella sua libertà di credo e di coscienza, la questione di un'eventuale dispensa andrà valutata nel quadro del rispetto del postulato costituzionale, anche in assenza di una base legale. Non si ritiene pertanto di dover prevedere nella legge particolari eccezioni o facoltà di esonero nell'apprendimento del salmo svizzero".