POLITICA E POTERE
Le bombe di Lurati su fisco, destra, disoccupazione, dumping e Patrizia Pesenti
Il presidente del PS al comitato cantonale: "Se adottassimo la metodologia internazionale per calcolare il tasso di disoccupazione, il nostro tasso attuale potrebbe essere moltiplicato per tre”


BELLINZONA – Le tasse, Patrizia Pesenti e il radoppio del Gottardo, il dumping salariale, la disoccupazione… Il presidente del Partito socialista Saverio Lurati ha sganciato le sue bombe ieri sera al comitato cantonale svoltosi a Bellinzona.

Sulla proposta del ministro Manuele Bertoli di inasprire lievemente la pressione fiscale per far garantire nuove entrate al Cantone ha detto: è stato l’unico affondo degno di nota nel panorama politico estivo, ma…

“Apriti cielo! I menostatisti ad oltranza, ma non solo loro, si sono subito stracciati le vesti sostenendo che i redditi alti, poverini, potrebbero essere indotti ad abbandonare i nostri lidi. Veniamo poi a sapere che, invece, abbiamo quasi la lista d’attesa di persone che, bontà loro, ritengono invece il nostro cantone un piccolo paradiso, magari non fiscale, ma sicuramente di efficienza e di qualità di vita”.

“Ma, quando si parla di adeguamento del carico fiscale, forse è bene presentare anche con poche semplici cifre l’incidenza che questo potrebbe avere. Applicando a una tassazione annuale di 5’000 franchi (quindi stiamo parlando di un reddito imponibile già parecchio consistente) una correzione del 5% otterremmo un aumento di 250 franchi ossia meno di 70 centesimi al giorno. La rinuncia sarebbe quindi di un misero caffè per settimana lavorativa. A voi il compito di fare i calcoli per altre imposizioni dettate da altri redditi”.

E sulla proposte di contenimento dei costi e di nuove entrate:

“Il PS, rispetto a quanto trapelato, ritiene le proposte avanzate dal Governo inaccettabili. Perché, di fronte a quanto sopra, l’aumento delle tasse causali, la penalizzazione degli stipendi degli impiegati dello Stato e la diminuzione dei sussidi di cassa malati sono misure inique che non tengono in nessun modo conto delle difficoltà dei salariati a basso reddito e dell’impegno di tutti quei collaboratori e collaboratrici dello Stato che quotidianamente garantiscono i servizi erogati”. 

Poi Lurati ha attaccato la destra, “che sistematicamente combatte a livello nazionale, ma anche all’interno del mondo economico ticinese,ogni proposta di inasprimento sostanziale delle misure d’accompagnamento atto a scongiurare il dumping sociale e salariale dilagante. E lo fa perché ciò permette loro, anche agli imprenditori di stampo populista, di continuare a fare i loro sporchi intrallazzi e di applicare salari da fame. Se no come si spiegherebbe l’invasione di padroncini e distaccati? Io non ho ancora visto gente paracadutata dal cielo”.

E ha parlato dei salari e della disoccupazione: “La questione salariale: una questione cruciale per il nostro cantone che è da sempre fanalino di coda delle statistiche nazionali sui salari e che in troppe occasioni vede lo Stato supplire alle necessità dettate da condizioni salariali inadeguate che azzerano il potere d’acquisto, anche per i beni indispensabili, di troppe famiglie. Di questo si parla poco, eppure le ricerche dell’Ustat ci dicono che, se noi adottassimo la metodologia internazionale per calcolare il tasso di disoccupazione, il nostro tasso attuale potrebbe addirittura essere moltiplicato per tre”. 

Infine, ha criticato Patrizia Pesenti per la sua posizione favorevole al raddoppio del Gottardo: “Certamente avremmo fatto a meno della decisione di Patrizia Pesenti di entrare in un comitato a favore del raddoppio, ma la democrazia interna ci impone di rispettare le decisioni personali dei membri del partito. Ciò non toglie che la posizione del partito nazionale e cantonale è chiara e inequivocabile. No al raddoppio e impegno invece raddoppiato per favorire lo spostamento dalla strada alla ferrovia sia del traffico merci sia di quello viaggiatori. Un linea di condotta che non ammette tentennamenti e che il Partito socialista continuerà a sostenere non solo a parole ma anche nei fatti”.

 

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