Il ministro delle Istituzioni dopo l'appello della procuratrice pubblica: "Ma dobbiamo anche tamponare il costante travaso di agenti verso la Polizia federale"

BELLINZONA – La procuratrice pubblica Fiorenza Bergomi, capo del gruppo che indaga sui reati finanziari, in un’intervista alla Regione di ieri, rivolgeva un appello alle autorità politiche affinché facciano un ulteriore sforzo e potenzino ancora l’organico Cantonale. Se pur molto è già stato fatto, non basta. La sezione Reati economico-finanziari (Ref), come anche altre sezioni specialistiche della Giudiziaria, soffre infatti di una carenza di effettivi. Sarebbero soprattutto necessari più ispettori e commissari che possano coadiuvare la magistratura inquirente nella conduzione delle inchieste. Perché nello stato attuale delle cose lo svolgimento delle indagini rischia spesso di incappare in ritardi.
L’appello della procuratrice non sembra esser stato lanciato a vuoto però, anzi il Dipartimento delle Istituzioni (DI) sta già lavorando a una soluzione del problema.
“Ovviamente rientra nelle considerazioni che il DI e il comando della Polizia cantonale hanno fatto all’attenzione del Dipartimento delle Finanze – dichiara il ministro Norman Gobbi –, proprio perché è importante adeguare tutta l’organizzazione della polizia cantonale, non solo dal lato della gendarmeria ma anche da quello della polizia giudiziaria. Tant’è che per il 2014 faremo una scuola mirata che permetterà a questi agenti di passare da subito in polizia giudiziaria senza fare gli anni di esperienza di gendarmeria. È una proposta che abbiamo fatto proprio per poter potenziare ulteriormente la polizia giudiziaria, così come fatto in passato andando a prendere degli ispettori tecnici in ambito contabile e finanziario.”
I problemi della Ref però potrebbero non risolversi del tutto in questo modo. La sezione infatti soffrirebbe in realtà per un “costante travaso di forze” nella polizia federale: “Uno dei problemi che abbiamo – spiega Gobbi – è che noi andiamo a formare dei bravi ispettori finanziari che poi ci vengono, tra virgolette, sottratti dalla polizia federale che pubblica abbastanza frequentemente dei nuovi concorsi per ispettori della PG federale in ambito di reati finanziari offrendo dei salari superiori. In questo modo vediamo spesso vanificarsi l’investimento che è stato fatto per formare queste persone e diventa un aspetto molto problematico per noi. Ci mettiamo molto tempo a formare gli ispettori e quando sono finalmente produttivi ci vengono portati via dalla polizia giudiziaria federale. Legittimamente certo, ma noi poi rimaniamo col problema di dover affrontare una carenza di ispettori formati. Ed è un aspetto che conosciamo e uno degli interventi critici che abbiamo riconosciuto di dover fare.”
“Per questo - aggiunge - abbiamo già discusso con la 'federale' nel tentativo di trovare una soluzione, anche perché non possiamo continuare ad assumere più gente solo perché sappiamo che presto o tardi qualcuno passerà alla polizia federale.” E per arginare il problema: “Al momento comunque aumentare i salari diventa impossibile, dato il periodo di ristrettezze finanziare in cui ci troviamo. Quindi preferiamo aumentare gli effettivi proprio per evitare che queste partenze diventino destabilizzanti.”
Quindi l’appello della procuratrice pubblica Bergomi è già stato accolto e, almeno nelle intenzioni, risolto? “Certo, come già in passato. Cosa che ha dichiarato la stessa Bergomi ammettendo che molto è già stato fatto. La Ref infatti è l’ambito della polizia giudiziaria che è stato maggiormente rafforzato negli ultimi anni. Poi ogni tanto abbiamo queste uscite dalla sezione verso la polizia federale che vanno un po’ ad annullare i potenziamenti fatti. Ci vorrà del tempo, perché non si possono formare le persone ipso facto, ma la soluzione è in cantiere. Dichiarazioni come quelle della procuratrice però ci fanno piacere, perché vanno a rafforzare le nostre motivazioni e le nostre richieste.”
IB