BELLINZONA - Da questo pomeriggio le scuole cantonali dovranno organizzare le settimane bianche in Ticino. Lo ha deciso il Gran Consiglio accogliendo una mozione presentata dalla deputata pipidina Nadia Ghisolfi, con 48 favorevoli (Lega, PPD, PLR), 21 contrari (PS e Verdi) e 7 astenuti.Il Parlamento, nonostante la contrarietà del Consiglio di Stato e del Collegio dei direttori delle scuole medie, ha voluto imporre alle scuole le stazioni invernali ticinesi per l'apprendimento dello sci degli allievi. L'obbligo ha possibilità di deroga qualora l'istituto dimostri la manifesta impossibilità di organizzare i corsi invernali nel nostro Cantone. Il dibattito in aula è stato scoppiettante e molto "pop" tra i favorevoli e i contrari. Tra chi ha sostenuto la mozione, ad esempio il relatore di maggioranza, il leghista Michele Guerra, ha ricordato come il 54% degli allievi delle scuole cantonali trascorra la settimana bianca fuori Cantone. Il deputato ha inoltre sottolineato come, dopo l'approvazione del credito a favore delle stazione sciistiche ticinesi, sia un atto di coerenza che la scuola statale mandi i suoi allievi a sciare sulle piste finanziate dalla Stato. Molto accalorato anche l'intervento del capogruppo PPD Fiorenzo Dadò: "Io ho imparato a sciare a Fusio, spianando la pista la mattina facendo scaletta e scendendo con gli sci il pomeriggio, non nella ricca Sankt Moritz o a Davos. Ai nostri giovani non può fare che bene frequentare i villaggi delle nostre valli". Tra i contrari, pungente il discorso di Sergio Savoia: "Continuiamo a sbattere milioni in stazioni che non stanno in piedi. E ora per tentare di farle stare in piedi la stessa maggioranza che butta via i soldi vuole obbligare gli allievi ad andarci. Questo Gran Consiglio continua a voler prendere decisioni sulla scuola su questioni che spettano a persone che hanno la responsabilità professionale di fare queste scelte". Particolarmente appassionato l'intervento del ministro Manuele Bertoli che ha quasi scongiurato il Gran Consiglio di non approvare la mozione: "Praticamente la totalità degli allievi delle elementari sciano in Ticino e la metà degli allievi delle scuole cantonali anche: penso che possiamo essere abbastanza contenti". Bertoli ha poi ricordato come sia impossibile per le stazioni sciistiche ticinesi accogliere, e far pernottare, 28'000 allievi nelle pochissime settimane disponibili. Senza contare che la parte che si riuscirebbe a collocare genererebbe altri costi, come ad esempio quelli dei bus per il trasporto dalla residenza fino alle piste. Il ministro è stato molto critico anche sulla possibilità di chiedere la delega: "Chi fa questa proposta non ha mai organizzato una colonia". Le case montane, ha detto Bertoli, vanno prenotate con un anno di anticipo altrimenti se le prende qualcun altro. E come faranno le nostre sedi scolastiche, che da anni si rivolgono alle stesse strutture, a prenotarle a ridosso dell'inverno dopo aver dimostrato l'ovvio: ossia che in Ticino non c'è posto?".Ma niente da fare. Le parole del Direttore del DECS non hanno spostato un voto e il Gran Consiglio ha approvato. Un'ultima nota: perfino tra i sostenitori, e naturalmente tra gli indecisi, non c'è chi non ha potuto far rimarcare la "fatica" a sostenere il rapporto di minoranza contrario alla mozione firmato dalla Verde Claudia Crivelli Barella. Un rapporto talebano, così è stato definito, per i suoi contenuti ultra-ecologisti e critici sull'attività sciistica.