POLITICA E POTERE
Sommaruga: “Capisco la frustrazione dei ticinesi, ma l’iniziativa UDC non è la soluzione”
La ministra difende la via bilaterale riconoscendo però che molto va ancora fatto in merito di misure di accompagnamento e spiega i motivi della sua assenza dal Ticino: “Gli inviti sono arrivati tardi e non sono riuscita trovare spazio nella mia agenda”

BERNA – Agenda fitta e inviti dal Ticino giunti troppo tardi. Questi i motivi della mancata presenza della ministra Simonetta Sommaruga, responsabile del Dipartimento giustizia e polizia, nel dibattito ticinese sull’iniziativa UDC contro l’immigrazione di massa al voto il 9 febbraio, come si legge sul portale della RSI.

“Non ho ricevuto nessun invito dal Ticino, se non nelle ultimissime settimane. Non conosco i motivi, ma le richieste sono arrivate un po’ tardi e non sono riuscita trovare spazio nella mia agenda”, ha infatti dichiarato in una intervista rilasciata per la trasmissione radiofonica Albachiara.

La ministra si dice consapevole della delicata situazione ticinese, dovuta alla sua realtà di cantone di frontiera e ai problemi che ne derivano, ma continua a difendere la via bilaterale evitando di fare pronostici sui risultati che usciranno dalle urne: “So che in Ticino si dibatte molto. La situazione è particolare, vista la vicinanza all’Italia. Tuttavia l’iniziativa non risolverebbe i problemi. La via bilaterale non ha fallito. Ha delle ripercussioni negative nelle regioni di frontiera, specialmente in Ticino, ma la libera circolazione delle persone porta soprattutto vantaggi”, spiega ai colleghi di Rete Uno.

Sommaruga riconosce però che, nonostante le misure di accompagnamento siano state rinforzate, c’è ancora molto da fare in questo senso e ha quindi invitato i partner sociali a presentare entro la fine di febbraio ulteriori proposte per migliorarle. Mentre ha preferito non pronunciarsi su quella avanzata da UNIA Ticino che vorrebbe l’istituzione di una black list contro il dumping salariale, evidenziando solo che “i datori di lavoro e i privati hanno una responsabilità. Possono decidere di non impiegare manodopera estera”.

E, infine, invitata a dare una risposta ai residenti che, sempre più, si vedono licenziati per far posto a un frontaliere, la ministra ha aggiunto: “Perdere il lavoro è sempre un dramma. Capisco la frustrazione, ma l’iniziativa UDC non risolve questi problemi e causerà incertezza, in particolare per ciò che riguarda le relazioni con l’Unione europea e i contingenti. Sappiamo cosa abbiamo oggi, mentre l’indefinito non conviene a nessuno”.

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