Sollecitato dai giovani UDC e PLR, autori della raccolta firme contro l’ulteriore aumento delle tasse di circolazione, il Touring Club prende oggi posizione: “Abbiamo partecipato alla consultazione del messaggio, non volteremo le spalle a giochi fatti”

LUGANO – E il TCS? In un comunicato stampa di ieri, i giovani UDC e PLR, promotori del referendum ‘contro l’ulteriore aumento delle tasse di circolazione’, lamentavano infatti “un silenzio incomprensibile” da parte del Touring Club, che non aveva ancora preso posizione sulla raccolta firme. Aveva, perché oggi, sollecitata, giunge infatti – dalle colonne del Corriere del Ticino – la risposta del TCS, che è però diversa da quella che forse i referendari si attendevano.
Al contrario degli altri due club svizzeri di automobilisti (ACS e Les Routiers Suisses, che da subito si erano espresse a favore della raccolta firme), il TCS esprime un parere opposto. Il direttore Roberto Morandi, contattato dal CdT, ha infatti spiegato che il club ha partecipato “alla consultazione del messaggio governativo sin dall'inizio, sostenendo il pacchetto dei cashbonus e soprattutto le misure finalizzate alla promozione della mobilità aziendale. E lo facciamo tutt'ora, malgrado il relativo finanziamento attraverso l'imposta della circolazione inizialmente non fosse previsto. Detto questo, ci sembrava poco professionale voltare le spalle al provvedimento a giochi fatti”.
Insomma, per Morandi, anche se il nuovo balzello poteva esser evitato, questo è decisamente esiguo (“Si aggira attorno ai 5 franchi, nulla di esagerato”, ha commentato), perciò le argomentazioni di chi ha lanciato il referendum, ha aggiunto, “sono piuttosto deboli per dare vita a una guerriglia simile”.