POLITICA E POTERE
Guerriglia a suon di j’accuse fra Lega e PS. Quadri: “Quando si tratta dei ticinesi, la sinistra latita”. Il PS: “Balle colossali, loro difendono solo i padroni”
Domenica di bordate e strali quella odierna: ad accendere la miccia il fotomontaggio della prima pagina del Mattino che ‘mostra’ i socialisti “manifestare per i frontalieri”

LUGANO – Una domenica di bordate e strali quella odierna. Ad accendere la miccia la prima pagina del Mattino con il fotomontaggio che ‘mostra’ i socialisti “manifestare per i frontalieri”. J’accuse ribadito poi in seconda, con un articolo a firma di Lorenzo Quadri: “Adesso manifestano, ma quando si tratta di mobilitarsi per i licenziamenti che toccano ticinesi, la Sinistra latita”. Immediata la controffensiva del PS: “Balle colossali alle quali nessuna persona seria e informata può più credere”.

Il j’accuse del Mattino e l’affondo di Quadri

Ma andiamo con ordine, ‘all’inizio era il fotomontaggio’. Il trafiletto che lo accompagna riprende poi i termini del j’accuse con cui già venerdì scorso la Lega aveva scatenato la polemica. Bersaglio quindi non solo i “compagni e i sindacati, che quando si tratta di difendere gli stipendi dei frontalieri sono in prima linea”, ma anche il “DFE targato PLR” che, “mentre il mercato del lavoro ticinese si “surriscalda” sotto la neve, brilla per assenteismo”.

Contenuti e j’accuse che si ritrovano anche nel pezzo a firma di Quadri, che tiene però a fare dei distinguo in merito a quanto sta accadendo in alcune ditte ticinesi, “perché un conto sono i dipendenti frontalieri, ben diversa la situazione dei residenti”. Insomma i primi, “proprio a seguito dell’abbandono del tasso di cambio minimo, si sono visti gonfiare la busta paga. Quindi, a loro lo stipendio può anche venire ridotto a compensazione di questo aumento: tanto il loro potere d’acquisto rimane invariato”. Mentre ciò non è avvenuto per i residenti, “gli stipendi dei ticinesi non si toccano”, ribadisce Quadri.

Il discorso passa poi sulla campagna acquisti (di frontalieri, ça va sans dire) che vede, per distinte ragioni, impegnati socialisti e sindacati. Per quest’ultimi però “non c’è differenza tra un lavoratore ticinese ed uno che vive oltreconfine. L’importante è incrementare gli associati paganti. Anche i frontalieri pagano. Pecunia non olet. E se pagano devono anche essere accontentati. Più frontalieri ci sono tra i sindacalizzati, più i sindacati si orienteranno alla difesa di questi ultimi”. Quadri cita quindi le “segnalazioni di disagio giunte da parte dei pochi ticinesi superstiti nelle aziende ad alto tasso di frontalieri che vogliono ridurre gli stipendi”.

Secondo Quadri è infatti prevedibile che “se saltano le misure a carico dei frontalieri, ci saranno gli stessi provvedimenti per tutti. Quindi i ticinesi saranno ancora più penalizzati ri­spetto ad ora, perché – secondo i kompagni - bisogna essere “tutti uguali”, anche se la base di partenza è diversissima”.

L’accusa nei confronti del PS è poi quella di organizzare manifestazioni a sostegno dei soli frontalieri, visto che sono loro a esser principalmente toccati dai tagli chiesti dal padronato. E per i ticinesi invece, “la musica cambia. Quando si tratta di difendere i dipendenti della piazza finanziaria, dove a rimanere senza impiego sono ticinesi, la Sinistra zitta e mosca. Altro che manifestazioni. Altro che comunicati di fuoco. Ma va da sé che chi ha messo in Consiglio federale, contro ogni principio democratico la distruttrice della piazza finanziaria Widmer Schlumpf, e addirittura le ha già promesso il sostegno nella disgraziata ipotesi in cui la Consigliera federale non eletta dovesse sollecitare un nuovo mandato a dicembre, è meglio che passi all’acqua bassa”.

Altrettanto tagliente non poteva che essere la replica del PS che, con un comunicato che pubblichiamo integralmente quanto segue, risponde per le rime e passa al contrattacco, accusando la Lega di far gli interessi dei padroni e far solo finta di star dalla parte di chi lavora.

La controffensiva socialista: “Le solite frottole della Lega. In malafede, come sempre”

La Lega dei Ticinesi ha un pregio: è prevedibile. Come il sorgere del sole all’alba, domenica “il Mattino” ha sparato in prima pagina l’accusa nei nostri confronti di scendere in piazza per difendere i frontalieri: un articolo che è un’indecenza e una vergogna.

Superfluo dire che sono frottole. Non solo: sono frottole in malafede. Frottole alle quali nessuna persona seria e informata può più credere.

Primo: sabato 28 febbraio noi scenderemo in piazza con chiunque vorrà difendere il lavoro in Ticino. Tutto il lavoro: non importa se dei residenti o dei frontalieri. In questi giorni sono numerose le aziende che hanno imposto dei tagli indiscriminati, senza distinzioni. E noi saremo a Bellinzona per esprimere tutta la nostra indignazione, pure senza distinzioni. Perciò la nostra preferenza per i frontalieri è una balla colossale.

Secondo: i tagli anche solo ai frontalieri danneggiano pure i lavoratori residenti. Infatti rendono i frontalieri più competitivi, con salari più bassi, e perciò aggravano il dumping salariale. Per il costo di un residente, un datore di lavoro potrà pagarsi almeno due frontalieri. Come pensate che andrà a finire? O i Ticinesi disoccupati oppure stipendi al ribasso anche per loro. Complimenti!

Terzo: questa storia dei frontalieri è nient’altro che uno specchietto per le allodole. La Lega grida “Dagli al frontaliere!” solo perché è in combutta coi padroni. È solo un’arma di distrazione di massa, la solita propaganda leghista che cerca un capro espiatorio per non ammettere che i responsabili della macelleria sociale non sono i frontalieri, ma i datori di lavoro che li assumono. Ma ci vuole tanto a capirlo? Per chi è in malafede, sì.

Quarto: ah, già, certo, c’è il 9 febbraio per difendere i lavoratori ticinesi. Allora la Lega si prenda le proprie responsabilità e dica esattamente dove vuole applicare i contingenti, in quali settori e con quali numeri. Cosa che finora non ha mai fatto. Mai. Perché? Semplice: la Lega fa gli interessi dei padroni e fa solo finta di stare dalla parte di chi lavora. Sveglia!

Quinto: cos’ha fatto questa settimana il Governo a maggioranza leghista? Niente di niente. Dov’è la politica dei partiti borghesi, ora che si tratta di difendere la gente che lavora e che viene bastonata? Soltanto la Sinistra e i sindacati si sono mossi, hanno partecipato ai picchetti, hanno convocato una manifestazione per sabato prossimo. Tutto il resto è fuffa.

Sesto e ultimo: per difendere il lavoro in Ticino esistono strumenti efficaci che noi proponiamo da sempre. Cioè salari minimi, contratti collettivi obbligatori, controlli spietati per colpire i disonesti, programmi per formare i giovani e riqualificare i disoccupati, misure per conciliare la famiglia e il lavoro. Ma… ops! Guarda un po’: proprio quegli strumenti sono sistematicamente boicottati dalla Destra, con la Lega in testa. Basta andare a guardare le cronache parlamentari o vedere l’opposizione alle nostre iniziative sociali per accorgersene.

La Lega ci aveva abituati alla faccia di bronzo, ma stavolta ha superato ogni indecenza.

Ma chi se ne importa: sabato prossimo noi saremo in piazza per gridare tutta la nostra indignazione contro i padroni e contro i loro complici, come la Lega.

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