ROMA - Il PD vince le elezioni regionali. Ma, come sottolineano, i principali giornali italiani per il partito del premier Matteo Renzi la vittoria porta in grembo più di una preoccupazione. Perché se è vero che i democratici si sono imposti in Toscana, Marche, Puglia, Umbria e Marche oltre alla prevedibile sconfitta in Veneto devono incassare anche la perdita della Liguria. E propria la Liguria rappresenta il cruccio principale per il futuro del PD, poiché la Regione è stata conquistato dal candidato di Forza Italia Giovanni Toti anche grazie alla spaccatura dei democratici che si sono presentati con due candidati: quello ufficiale, Raffaella Paita, e quello, Luca Pastorino, dello scissionista Pippo Civati che nelle scorse settimane ha lasciato il partito. Uno schema che se dovesse riproporsi a livello nazionale metterebbe di certo in crisi il partito del Presidente del Consiglio. Non si può dire che abbia avuto uguale fortuna la candididatura di un altro scissionista, Flavio Tosi, fuoriscito dalla Lega Nord. Il governatore uscente in veneto Luca Zaia ha asfaltato tutti quanti conquistando ben il 50% dei voti. Qualche altra preoccupazione per il PD arriva dall'Umbria, storica regione rossa, dove la candidata democratica ha dovuto ingaggiare un inatteso testa a testa con il candidato del centrodestra. Infine queste elezioni regionali segnalano l'ottima performance del Movimento 5 stelle che mai, prima di oggi, aveva ottenuto tanti voti regionali a livello locale.