POLITICA E POTERE
Votazioni, per il PS un risultato in chiaroscuro fra soddisfazione per i salari minimi e delusione per successioni e borse di studio
I socialisti commentano i tre sì e i tre no usciti dalle urne. E sul canone: “Segna la fine della Billag. Il No del Ticino, se fosse stato determinante per il No globale, avrebbe rappresentato una zappa sui piedi per la minoranza di lingua italiana”

BELLINZONA – Tre Sì e tre No: un risultato in chiaroscuro per il PS quello emerso dalle urne. Un risultato, si legge nella nota stampa pubblicata integralmente a seguire, “che ci soddisfa molto per certi aspetti, come i salari minimi, ma che ci delude assai per altri, come l’imposizione fiscale delle eredità milionarie”.

Salari minimi

Con il 54.7% di Sì, il popolo ticinese si è detto  favorevole a introdurre nella costituzione il principio dei salari minimi! Il Partito Socialista è molto soddisfatto del risultato, ottenuto contro una campagna menzognera e xenofoba che per fortuna non ha raggiunto i propri scopi.

Il PS ringrazia la cittadinanza e i proponenti, fra i quali Greta Gysin, prima firmataria, e i socialisti Amalia Mirante, Fiamma Pelossi, Stefano Mayor, Daniele Maffei e Giovanni Cansani, e anche Raffaella Martinelli, per l’importante lavoro compiuto in Gran Consiglio per preparare il rapporto di minoranza. E naturalmente anche tutte e tutti coloro che hanno sostenuto la proposta in Gran Consiglio e durante la difficile campagna.

Ora ci impegneremo con energia affinché l’applicazione di questa nuova norma costituzionale porti a salari minimi davvero dignitosi e alla fine del dumping salariale in Ticino.

Ecoincentivi

Purtroppo dalle urne è emerso un No agli ecoincentivi, in controtendenza rispetto a un aumento della sensibilità verso i problemi dell’ambiente. Non ne siamo soddisfatti ma ne prendiamo atto. Per noi rimarranno comunque prioritari il rafforzamento e la promozione del trasporto pubblico e della mobilità aziendale e in condivisione.

Eredità milionarie

Una delle piaghe sociali è la disuguaglianza economica. Nel nostro Paese la miseria profonda è per fortuna quasi assente, ma la forbice fra chi ha tantissimo e chi ha poco si allarga. e questo, al di là di ogni aspetto morale, non è sano per la collettività. Per questo era stata lanciata l’iniziativa per tassare le eredità milionarie.

Purtroppo però questa iniziativa non è stata approvata. L’ha spuntata la propaganda di chi difende il privilegio di pochi a scapito dei bisogni di molti. È stato fatto credere che l’economia ne avrebbe sofferto. Ridicolo. In realtà ne pagheremo le conseguenze tutti, perché quei soldi per finanziare l’AVS dovranno essere cercati altrove: con l’aumento dell’IVA e dei contributi salariali e con l’aumento delle rendite.

Borse di studio

Purtroppo il successo scolastico continuerà a dipendere dalla fortuna: la fortuna di nascere in un Cantone piuttosto che in un altro. E l’accesso alle borse di studio continuerà a calare.

Perché questo è l’effetto del No all’iniziative popolare sulle borse di studio: il mantenimento della situazione attuale. In nome di che cosa? Di un risparmio a breve termine. Dimenticando che ogni spesa per la formazione è un investimento nel futuro del Paese.

Radiotelevisione

Il Sì alla modifica della Legge federale sulla radiotelevisione, ottenuto con una maggioranza risicata, segna la fine della Billag. Pagheremo meno, pagheremo più equamente: infatti pagherà anche chi non ha la televisione o la radio ma ne usufruisce comunque attraverso Internet. Soprattutto, quello che pagheremo andrà a beneficio di un servizio pubblico di informazione attento alle minoranze. Non solo: si semplificherà l’amministrazione e spariranno gli abusi.

Il No del Canton Ticino, se fosse stato determinante per il No globale, avrebbe rappresentato una zappa sui piedi per la minoranza di lingua italiana.

Diagnosi preimpianto

L’approvazione della diagnosi preimpianto ci trova d’accordo. Per quanto il tema fosse delicato e controverso, era necessaria affinché la nostra legislazione diventasse meno restrittiva e in fondo meno ipocrita, adeguandosi a uno standard di civiltà più moderno. Ora le donne che accedono alla fecondazione assistita non dovranno più sottoporsi a trattamenti medici potenzialmente rischiosi. Alcune preoccupazioni rimarranno comunque e bisognerà tenerne conto quando si voterà la legge in caso di referendum.

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