Dopo gli attacchi di domenica scorsa, con relativo incidente diplomatico con il sindaco Marco Borradori, il Mattino pubblica un articolo di Boris Bignasca che, pur non dimenticando le critiche del passato, guarda avanti

LUGANO - Dopo la domenica di passione della scorsa settimana, con l'attacco frontale del Mattino all'indomani dell'inaugurazione del LAC e la replica stizzita di Marco Borradori, da via Monte Boglia giungono segnali di distensione sul nuovo centro culturale di Lugano. Ormai ce l'abbiamo e dobbiamo farlo funzionare, è questo il succo del messaggio contenuto in un lungo articolo firmato da Boris Bignasca che, oltre ad essere direttore del Mattinonline, è anche editore del domenicale.
"Inutile piangere sul marmo versato", il titolo ironico del pezzo di Bignasca che, pur sottolineando gli errori del passato, sottolinea come sia "imperativo" fare funzionare "al meglio" il LAC in modo da "promuovere il rilancio turistico ed economico dell’intero Cantone, favorendone la crescita sul piano civile e culturale". Di seguito vi proponiamo per esteso l'articolo di Boris Bignasca pubblicato stamane sul Mattino della Domenica.
"Qualche giorno fa ha avuto inizio l'avventura del nuovo centro culturale di Lugano, a tutti conosciuto come LAC. La struttura è famosa per le polemiche che regolarmente hanno contrassegnato tutte le fasi dell'opera, sorta dopo decenni di completo abbandono dell'ex Grand Hotel Palace. L’euforia dei festeggiamenti non può però far dimenticare i grossi errori commessi dalla dirigenza luganese e in particolare da Giovanna Masoni Brenni responsabile del progetto.
L’incapacità di attirare finanziatori istituzionali e privati
La conseguenze della realizzazione di questa enorme operazione culturale e urbanistica, potrebbero gravare sull’intera comunità per i prossimi decenni. Iniziative di tale portata richiedono ingentissime risorse finanziarie e umane, ovunque nel mondo sono state portate avanti con il coinvolgimento del più gran numero possibile di sostenitori istituzionali e privati. Per restare alla nostra realtà, l’operazione richiedeva il concorso, accanto alla città di Lugano, della Confederazione, del Cantone, dei comuni di tutto il Luganese, delle altre città del Cantone, di enti e fondazioni per il promovimento della cultura nazionali e internazionali e di sponsor privati. Purtroppo la responsabile del progetto Giovanna Masoni Brenni, forse abbagliata dal successo della piazza finanziaria, che sembrava garantire in eterno delle illimitate risorse finanziarie, ha creduto incautamente di poter sviluppare il progetto con le sole proprie forze.
Valorizziamo la nostra storia e il nostro territorio
Bisogna individuare nella determinazione dei contenuti dell’offerta museale temi e soggetti che abbiano un’attinenza e un significato con il nostro territorio e la nostra storia (ad esempio l’arte di metà ottocento espressione dei fermenti ideali del periodo risorgimentale), oppure filoni di arte moderna completamente nuovi ed inesplorati. Essenziale inoltre è evitare doppioni, magari di scarsa qualità, con analoghe offerte già presenti nel resto della Svizzera o nel nord Italia. Altrimenti sarà facile che i turisti si fermino a Zurigo, al KKL di Lucerna o nei musei del nord Italia.
La sala principale è troppo piccola?
Per quanto riguarda gli spettacoli, purtroppo, le dimensioni ridotte della sala principale da concerto, precludono la possibilità di essere inseriti nei circuiti internazionali frequentati dai grossi nomi della musica classica e lirica. Di conseguenza la presenza a Lugano di artisti di richiamo mondiale in grado di garantire il tutto esaurito con relativi flussi di cassa, sarà possibile solo sporadicamente nei tempi morti a fine stagione e a condizione di avere degli sponsor che garantiscano la copertura del deficit.
Un ente autonomo esterno e trasparente per accogliere i finanziatori privati
Indispensabile poi una gestione estremamente professionale e trasparente delle finanze, che eviti sprechi e clientelismi, assicurando un impiego ottimale delle risorse disponibili, e coordinata con efficaci iniziative di marketing. In questo campo è da segnalare l’ottimo lavoro già svolto dal capo discastero finanze Michele Foletti che sta provando ad arginare i danni e i deficit dell’appena nato polo culturale.
A tal proposito sarà fondamentale scorporare la gestione del LAC dalla gestione corrente della città facilitando con una nuova forma giuridica l’ingresso di investitori privati. Privati con i quali Giovanna Masoni Brenni asserisce di avere un ottimo rapporto, ma al di fuori della sua ‘cricca” tale rapporto sembra tutt’altro che idilliaco, anzi…
Ops... abbiamo dimenticato il ristorante!
Bisognerà individuare poi nuove fonti di entrate quali i servizi di ristorazione (al KKL di Lucerna rappresentano buona parte delle entrate totali!) e la messa a disposizione degli spazi anche per eventi di carattere privato e aziendale. Inoltre occorre puntare sulla ricerca proattiva di sponsor, mediante sales managers appositamente formati e che siano introdotti in questo mondo e che abbiano capacità di relazionarsi soprattutto con la Svizzera interna.
Nonostante questi errori e queste mancanze, ora la struttura esiste e diviene imperativo farla funzionare al meglio, cosicché la stessa promuova il rilancio turistico ed economico dell’intero Cantone, favorendone la crescita sul piano civile e culturale".