In attesa del dibattito di questo pomeriggio in Gran Consiglio sulla tassa di collegamento, il clima è già rovente soprattutto tra leghisti e pipidini. Le bordate di Regazzi su Caverzasio: "Per fortuna che di ridicolo non si muore perché altrimenti..."

BELLINZONA - Populista a chi? In attesa del dibattito in agenda per questo pomeriggio che porterà il Gran Consiglio ad approvare la tassa di collegamento, il clima è già scoppiettante. A fronteggiarsi sono in particolare Lega e PPD, con un duello mattutino tra i due capigruppo Daniele Caverzasio e Fiorenzo Dadò.
Ad aprire le danze è stato il leghista che, dalle colonne del Corriere del Ticino, ha punzecchiato il collega accusandolo di fare "del sano populismo" con la sua proposta che chiede "di andare a colpire unicamente i frontalieri". Caverzasio ha aggiunto nell'intervista al CdT di essere pienamente consapevole che "buona parte del traffico proviene da sud", ma la proposta trovata in commissione da una solida maggioranza (Lega, PLR, PS e Verdi), afferma il capogogruppo della Lega, ha cercato "in modo equilibrato e giuridicamente sostenibile, di andare a colpire chi inquina di più".
E tramite Facebook è arrivata la risposta di Dadò: "Siamo populisti? Ben contenti di esserlo. Come cambiano i tempi. Finita l'era dell' Eco Tassa per i frontalieri e della tredicesima AVS del compianto Nano Bignasca, adesso arrivano i moderni "regali" di Natale per i Ticinesi".
Ancor più secca la replica di un altro pipidino, il Consigliere Nazionale Fabio Regazzi interessato alla vicenda anche in qualità di presidente dell'AITI: "Un po' come il bue che dà del cornuto all'asino... Per fortuna che di ridicolo non si muore perché altrimenti Caverzasio rischierebbe grosso...". E ancora: "C'era una volta il patito delle tasse (il P$ tanto per intenderci, come lo ha sempre definito il Mattino). Sembra che questo Partito sta facendo sempre più adepti, tanto che la Lega (con il sostegno del PLRT...) si sta sempre più distinguendo nell'esercizio di mettere le mani nelle tasche dei cittadini e delle imprese. Il mondo al contrario…".
Insomma il clima per l'ultima sessione dell'anno del Gran Consiglio è già caldissimo.