BELLINZONA - Sta suscitando perplessità e parecchio nervosismo nell'ambiente politico economico un post su Facebook redatto da una funzionaria del Dipartimento del Territorio. Un post molto duro che prende di mira il referendum contro la tassa di collegamento e i suoi promotori. "Non c'è che dire. Un grande successo. I miei complimenti", scrive la dipendente cantonale a proposito della raccolta firme riuscita con oltre 20'000 sottoscrizione. E ancora: "Fare firmare le persone ignare che fanno la spesa correndo loro dietro e raccontando bugie (una nuova tassa per i poveri cittadini), pretendere la botte piena e la moglie ubriaca e, magari, far anche finta di interessarsi di tempi ambientali e della salute della gente. Bastava, come ho fatto io, fare una domanda ai referendari per capire che erano indottrinati e non sapevano nemmeno di costa stavano parlando. E questo ovunque: Migros, Coop, Piazza del Sole, Grancia, Sant'Antonino...""Io a questo punto - prosegue nel suo sfogo la funzionaria del DT - sono ufficialmente in crisi. Non so più dove andare a fare la spesa: sinceramente, presso i grandi generatori di traffico in Ticino, mi è passata la voglia". E infine la provocazione. Pesante. "È un diritto assodato dei cittadini quello di lasciare gli involucri (inutili e costosi) della merce acquistata presso il rivenditore. Avete presente? Scatole dove si conservano zwieback, zucchine, pomodori, biscotti... Così, giusto per risparmiare qualche ora nel settimana e, invece che andare al centro raccolta rifiuti, dedicarsi ad altro. Ai rifiuti penseranno, immagino con grande slancio, i grandi rivenditori, che si battono per la giustizia e per l'ambiente in modo così convincente. Vi invito a farlo."