POLITICA E POTERE
Sul futuro "autonomo" del LAC si affilano le armi. Quanti soldi? Quanti "amministratori"? E che ruolo per Giovanna Masoni?
Lunedì prossimo il Consiglio comunale di Lugano voterà l’ultimo atto organizzativo del Polo culturale, il LAC. E non mancheranno le schermaglie

LUGANO – Lunedì prossimo il Consiglio comunale di Lugano voterà l’ultimo atto organizzativo del Polo culturale, il LAC. E non mancheranno le schermaglie. Nelle retrovie si stanno già affilando le armi.

Diversi sono i punti controversi del messaggio municipale, che propone di conferire al LAC la forma giuridica di ente autonomo di diritto comunale, con il varo del relativo Statuto del Polo culturale.

I punti controversi sono: il numero dei membri del futuro Consiglio direttivo del LAC, l’importo del contributo pubblico, e la nomina dei membri stessi del Consiglio. Consiglio del quale la vicesindaco Giovanna Masoni – che ad aprile lascerà il Municipio – gradirebbe far parte per garantire la continuità della politica culturale

Ma andiamo con ordine. Il Municipio propone che i membri del Consiglio siano tra i 7 e i 9, ma c’è chi, come i consiglieri comunali dell’UDC, Tiziano Galeazzi e Raide Bassi, propende per un massimo di 7. Su questo punto i due proporranno un emendamento.

Un’altra correzione riguarda il contributo comunale: Galeazzi e Bassi chiederanno di ridurlo a 4,8 milioni annui (anziché 5) per il 2017 e il 2018.  Risparmio netto: 400'000 franchi in due anni.

I due consiglieri proporranno inoltre che nello Statuto venga inserito un vincolo legato alle assunzioni. Questo: “A parità di requisiti, il LAC assume prioritariamente il personale necessario (sia tecnico che generico) attingendolo dal mercato del lavoro ticinese e/o nazionale. Questo anche tramite gli Uffici Regionali di Collocamento e altri canali di collocamento sul territorio”.

Insomma, autonomia sì, ma fino a un certo punto, considerato che il LAC è stato finanziato interamente con soldi pubblici e gode di importanti finanziamenti pubblici.

Ma il punto centrale è: lunedì prossimo il Consiglio comunale dovrà solo approvare lo statuto o anche ratificare le prime nomine del futuro Consiglio direttivo? Oltre a Masoni, c’è la proposta dell’ex direttore dell’UBS Giovanni Crameri. Gli altri tre membri sarebbero, secondo lo Statuto, “d’ufficio”: il direttore della Divisione cultura (dunque Lorenzo Sganzini) e i capi dicastero cultura e finanze. Per sapere chi saranno questi ultimi due, occorrerà attendere la composizione del Municipio dopo il 10 aprile.

Inoltre, lo Statuto andrà comunque sottoposto per approvazione alla Sezione cantonale degli Enti locali, senza parlare del rischio di un eventuale referendum. La Lega proporrà quindi che lunedì si parli solo dello Statuto: meglio rinviare le nomine degli “amministratori” del LAC a dopo l’entrata in vigore del nuovo “regolamento”.

Anche perché, come detto, la composizione del futuro Consiglio direttivo potrebbe essere condizionata dai risultati elettorali del 10 aprile. E anche perché in discussione ci sarà anche un emendamento del socialista Raoul Ghisletta, che chiede di correggere lo Statuto, assegnando anche al Consiglio comunale la possibilità di proporre dei candidati per la composizione del Consiglio direttivo. Insomma, il LAC non manca mai di far discutere…

emmebi

 

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