POLITICA E POTERE
Immigrazione di massa, l'Unione sindacale boccia la proposta ticinese: "Modello assolutamente insufficiente"
Ai sindacati non piace la proposta ticinese di clausola di salvaguardia “bottom-up” per l'applicazione del 9 febbraio: "Non risolverà i gravi problemi del Ticino"
BELLINZONA - L'Unione sindacale Ticino e Moesa boccia la proposta ticinese di clausola di salvaguardia “bottom-up” per l'applicazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa. "La clausola - si legge in un comunicato firmato dal presidente Graziano Pestoni e dal segretario di UNIA Enrico Borelli - risponde unicamente all'esigenza di rendere compatibile il nuovo art. 121a sull'immigrazione di massa, approvato in votazione popolare il 9 febbraio 2014, con la libera circolazione delle persone e gli accordi bilaterali tra la Svizzera e l'Unione Europea. Non permetterà invece di risolvere i gravi problemi del Cantone Ticino, particolarmente colpito dal fenomeno del dumping salariale e sociale, dei bassi salari, della precarizzazione dei rapporti di lavoro e di abusi di ogni genere. L'USS-Ti giudica pertanto questo modello assolutamente insufficiente. Non ci si può accontentare di interventi mirati su singoli settori in caso di manifeste e comprovate distorsioni. Prevedere la preferenza indigena e tetti massimi non risolve il problema. Sono assolutamente necessarie misure strutturali che impediscano l'applicazione in Ticino di condizioni salariali che non permettono di vivere nel nostro Cantone". "L'USS-Ti - prosegue la nota - si permette ricordare le proposte formulate nel giugno dello scorso anno, nel documento “No al dumping, analisi del mercato del lavoro in Ticino e proposte operative”, in particolare:- la generalizzazione dei contratti collettivi di lavoro, l'adozione di contratti normali di lavoro con salari minimi e scale salariali che tengano conto delle mansioni, dell'esperienza e dei titoli di studio, la limitazione del numero dei precari nelle aziende- l'adozione di sanzioni dissuasive in caso di abusi, la protezione dai licenziamenti dei rappresentanti dei lavoratori, la garanzia d'accesso dei sindacalisti ai posti di lavoroL'USS-Ti invita quindi il Consiglio di Stato ad adottare urgentemente misure di competenza cantonale e a farsi parte attiva presso le Autorità federali affinché vengano adottate adeguate misure a livello federale".
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