POLITICA E POTERE
Inaugurazione Alptransit, Robbiani: "Abbiamo un debito di riconoscenza verso gli operai che l'hanno costruita. E ora non perdiamo il treno"
Il segretario dell'OCST: "Il numero di vittime è limitato ma lascia comunque alcune famiglie nel lutto. Anche ad esse va rinnovata un’espressione di vicinanza e di solidarietà"

di Meinrado Robbiani*

L’opera grandiosa che ci si accinge a festeggiare è un impareggiabile inno al lavoro e ai lavoratori che, dalla progettazione alla sua realizzazione, vi hanno contribuito con feconda intelligenza e con imponente operosità.

Un tributo di riconoscenza

Alla vigilia dei festeggiamenti che contribuiranno a metterne in luce la portata storica, l’OCST intende evidenziare il debito di riconoscenza che l’intero Paese ma in particolare il Ticino ha verso tutti coloro che hanno operato su questo cantiere decennale. Pur con l’impiego di mezzi tecnici d’avanguardia, solo l’impegno pesante e perseverante di centinaia di lavoratori consente oggi di consegnare al Paese una trasversale ferroviaria che proietta con forza il sistema dei trasporti verso il futuro.

La gratitudine è tanto più ampia all’indirizzo di coloro che, peraltro lontani dalle loro famiglie, hanno scavato la galleria di base in condizioni di fatica e non senza pericolo per la loro incolumità. Il numero di vittime è limitato ma lascia comunque alcune famiglie nel lutto. Anche ad esse va rinnovata un’espressione di vicinanza e di solidarietà.

Un ritardo da colmare

Quest’opera inciderà sul ruolo, sulle relazioni e sulla traiettoria futura del nostro Cantone.

Avvicinandolo in termini di percorrenza al resto del Paese e raccorciando le distanze temporali tra il nord e il sud, apre al Ticino spazi di più intense relazioni con i centri d’oltre Gottardo e offre la possibilità di svolgere un rafforzato ruolo di raccordo tra la Svizzera e l’Italia (in particolare tra l’area zurighese e quella lombarda).

Si dischiudono nuove opportunità che occorre tuttavia programmare e coltivare attivamente. Da questo profilo la discussione accusa un ritardo che è indispensabile colmare con urgenza. La riflessione sugli assi e sui poli di sviluppo che la nuova trasversale ferroviaria può concorrere a stimolare è rimasta frammentaria e confinata in cerchie ristrette. Anche il ruolo strategico che può essere rivestito dal Ticino nei rapporti tra la Svizzera e l’Italia segna il passo soprattutto nell’area della politica, abbondantemente condizionata da atteggiamenti di diffidenza verso i temi riguardanti le relazioni transfrontaliere.

L’OCST sollecita perciò l’autorità cantonale a favorire l’elaborazione di progetti che, agganciandosi alla nuova trasversale, ne colgano il potenziale di sviluppo. Il Ticino non può permettersi di perdere questo treno.

*segretario OCST

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