POLITICA E POTERE
"Legulei buonisti coglionisti...", il Mattino attacca i giudici per la pena irrisoria al jihadista. Paolo Bernasconi lancia al Parlamento la petizione 'Giudici federali in galera' e dice: "Quadri insulta e minaccia i magistrati. Appelli da regime totalita
L'avvocato chiede che il consigliere nazionale si scusi: "L’appello pubblico a sbattere in galera un giudice è tipico dei regimi totalitari, dove i diritti dei cittadini vengono calpestati proprio perché il sistema giudiziario è scomparso”
LUGANO - L’articoletto incriminato è questo, pubblicato domenica scorsa sul Mattino, nella pagina dedicata all’attentato di Nizza - pagina firmata dal direttore del domenicale leghista, nonché consigliere nazionale, Lorenzo Quadri - : “Il giorno dopo la strage di Nizza, a Bellinzona viene pronunciata la sentenza della vergogna! Un jihadista svizzero di carta viene condannato alla pena ridicola di un anno e mezzo di carcere con la condizionale! Ma si può essere più citrulli di così? Con queste sentenze ridicole si incoraggiano i seguaci dell’Isis! Come mai in Austria un Imam che diffondeva l’estremismo islamico è stato condannato a 20 anni di reclusione mentre da noi i legulei politika¬mente korretti emettono pene che fanno ridere i polli? Buonisti-coglionisti del piffero, vergognatevi!! Il giudice che ha emesso la condanna barzelletta contro il jihadista “svizzero” (di carta) andrebbe messo in galera assieme all’imputato!”.

Sulla base dell’articoletto del Mattino, l’avvocato Paolo Bernasconi ha lanciato all’indirizzo delle Camere una petizione dal titolo provocatorio: “Giudici federali in galera”.

“Manderò una petizione all’Assemblea federale chiedendo se gli insulti ai giudici della Confederazione siano compatibili con la funzione di membro del nostro parlamento”, ha spiegato Paolo Bernasconi alla Regione.

La petizione chiede anche che l’Assemblea federale pretenda le scuse pubbliche da parte di Quadri e un impegno ad astenersi dalla denigrazione costante delle Autorità federali.

“Quadri, con le sue denigrazioni – dice l’avvocato Bernasconi -, tradisce il suo giuramento di fedeltà alla nostra Costituzione federale, che si fonda sulla separazione dei poteri. Se è scontento riguardo all’applicazione di una legge deve esercitare i suoi poteri come parlamentare. Invece, preferisce insultare e minacciare i giudici federali e incita la popolazione al disprezzo della magistratura federale, ossia uno dei pilastri portanti della democrazia e delle libertà del nostro Paese. L’appello pubblico a sbattere in galera un giudice è tipico dei regimi totalitari, dove i diritti dei cittadini vengono calpestati proprio perché il sistema giudiziario è scomparso”.

Chi volesse firmare la petizione sa dove trovarmi, conclude Bernasconi.

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