Il Consigliere Nazionale PPD, dopo essere stato sbattuto in prima pagina dal settimanale, spiega la sua posizione sul compromesso per applicare il 9 febbraio

BERNA/MENDRISIO – Ieri è stato sbattuto in prima pagina da Weltwoche con il timbro di "sabotatore" della democrazia. E naturalmente la reazione di una parte della rete è stata quella di ricoprirlo di insulti e cose simili.
Marco Romano ha reagito con un post su Facebook in cui ha innanzitutto replicato con signorilità agli sfoghi volgari espressi da taluni: "Il più gentile e fine? - ha scritto il Consigliere Nazionale PPD - "Marco Ticinese di merda"...wow che finesse, grazie! A me non fate male, ma ad altri sì!"
Il deputato ha quindi motivato la sua decisione di approvare il compromesso per applicare il 9 febbraio partito dalla Commissione delle Istituzioni del Nazionale, nella quale siede: "Si può fare politica con prime pagine di giornali, articoli superficiali, insulti...senza nessuna proposta concreta e maggioritaria...oppure lavorare sul dossier cercando soluzioni praticabili e capaci di essere accettate dalla maggioranza necessaria! Chi oggi spara, nemmeno ha letto, nemmeno sa cosa giudica! Avanti così...! Quanto uscito dai lavori commissionali non mi soddisfa ancora al 100% (siamo al 70%, bisogna ancora correggere degli articoli) ma almeno abbiamo qualcosa, ora si potrà affinarlo e "stringere i bulloni"...e poi...chiaramente nessuno dice che, se nel testo di legge c'è un articolo specifico destinato a misure per limitare l'afflusso di frontalieri dove emergono distorsioni, è perché tra i "sabotatori" c'è un ticinese che ha lavorato ore e ore con altri ticinesi e convinto la commissione!"
"Chi insulta e sentenzia quando si fanno le leggi tace!!!! Vabbeh il "Marco di merda", sabotatore, continua a dare quanto gli è possibile...né piu' né meno...ma almeno fare e non sparare...", ha concluso il suo pensiero Marco Romano.
Sulla bacheca dell'esponente azzurro, rispondendogli, è intervenuto il presidente dell'UDC ticinese Piero Marchesi: "Caro Marco, l'articolo Costituzionale 121a votato dal popolo e cantoni definisce che l'immigrazione deve essere gestita in modo autonomo dalla Svizzera. Questo non lascia spazio a interpretazioni e certamente la vostra proposta, che prevede il coinvolgimento in modo vincolante della commissione mista (svizzeri e rappresentanti dell'UE) per decidere se applicare o meno una restrizione é palesemente in antitesi a quanto deciso. Mai e poi mai l'UE approverà una restrizione, perché va contro i loro interessi. Il termine "autonomo" non vuol dire "chiediamo all'UE se non d'accordo". Non giriamoci attorno".
Contro replica di Romano: "Piero esatto...e su questo punto convengo, non soddisfa nemmeno me, tanto che avevo proposto una formulazione piu' forte, ma non c'erano i numeri per una maggioranza. Il lavoro parlamentare è solo all'inizio e cannoneggiando subito in questa maniera fate solo politichetta che non permette di lavorare!".
Ancora Marchesi: "Mi fa molto piacere se concordi, ma le dichiarazioni tue, di Vitta, Cassis e co. dopo la pubblicazione di questa proposta erano di soddisfazione. Se chiarisci le tue posizioni é un bene anche per te. Buon lavoro.
"E voi continuate a gettare letame su tutti...", ha ribattuto Romano.
Conclusione del presidente UDC: "Voi chi? ....fino a prova del contrario, da cittadino, posso criticare il lavoro dei nostri rappresentanti a Berna e a Bellinzona se il loro lavoro non mi soddisfa. O no?".