Il ministro socialista: "I cittadini meritano di più che essere presi in giro da uno slogan accattivante senza alcun contenuto concreto: per questo l'iniziativa va rifiutata siccome sostanzialmente inattuabile dal Cantone e ingannevole nelle premesse"

BELLINZONA – Manuele Bertoli entra a gamba tesa nel dibattito sull'iniziativa Prima i nostri a pochi giorni dal voto. Il Consigliere di Stato socialista, in un intervento pubblicato stamane sulla Regione, definisce come "una presa in giro" il testo proposto dall'UDC ticinese perché inapplicabile a livello cantonale, essendo la materia di cui tratta di chiara competenza federale.
Bertoli passa in rassegna a uno a uno gli articoli costituzionali sottoposti al giudizio del popolo per poi affondare il colpo: "Il risultato finale dell'esame porta a dire che l'iniziativa sia un insieme di proclami che non potranno essere attuati nel Cantone. I cittadini meritano di più che essere presi in giro da uno slogan accattivante senza alcun contenuto concreto: per questo l'iniziativa va rifiutata siccome sostanzialmente inattuabile dal Cantone e ingannevole nelle premesse".
Bertoli mostra grande freddezza anche nei confronti della controproposta elaborata dal Parlamento e sostenuta dal Consiglio di Stato: "Anche il controprogetto non contiene elementi particolarmente concreti". Nel bene o nel male, secondo il ministro, la questione va risolta a Berna. Non si scappa.
"Alla fine – conclude Bertoli - tanto rumore per nulla di sostanziale. Non prestiamoci a questi piccoli giochetti di marketing politico senza alcuno sbocco concreto".