POLITICA E POTERE
Perché "Prima i nostri" non sia aria fritta... Pronzini propone di modificare il Codice delle obbligazioni: "Per combattere il dumping estendiamo il concetto di licenziamento abusivo anche alla sostituzione". E sottopone al Parlamento un'iniziativa canton
Il deputato del MPS: “Per poter operare nel senso indicato dal nuovo disposto costituzionale, si rendono necessarie due modifiche del CO, senza le quali detto disposto non sarebbe altro che aria fritta, pure chiacchiere lanciate solo con l’obiettivo di far leva sulla disperazione di chi perde il posto di lavoro"
Foto: TiPress/Carlo Reguzzi
BELLINZONA – “Lotta al dumping: creare le condizioni per combattere i licenziamenti sostitutivi”. Il titolo dell’atto parlamentare è questo. Il deputato del MPS Matteo Pronzini lo presenterà domani in Gran consiglio. Si tratta di una proposta di iniziativa cantonale che chiede di modificare il Codice delle obbligazioni, allargando il concetto di licenziamento abusivo anche ai cosiddetti “licenziamenti di sostituzione”. Pronzini prende spunto dall’approvazione dell’iniziativa dell’UDC ‘Prima i nostri’, accolta dal 58% dei votanti.

“Uno dei nuovi disposti costituzionali, che dovrebbe essere tradotto in legge – scrive - se s’intende rispettare la volontà popolare, è l’articolo che dà mandato al Cantone di provvedere affinché “nessun cittadino del suo territorio venga licenziato a seguito di una decisione discriminatoria di sostituzione della manodopera indigena con quella straniera (effetto di sostituzione) oppure debba accettare sensibili riduzioni di salario a causa dell’afflusso indiscriminato della manodopera estera (dumping salariale)”.

Ora, appare pacifico a tutti, prosegue il deputato, che, “essendo la suddetta materia di competenza federale, una concretizzazione del disposto costituzionale mediante una legge cantonale richiederebbe preliminarmente una modifica della suddivisione delle competenze tra Confederazione e Cantoni, sancita dalla Costituzione federale. A questa opzione poco realista c’è però una soluzione alternativa: che il nostro Cantone si faccia parte diligente nei confronti della Confederazione, postulando la soppressione degli impedimenti giuridici all’attuazione della citata modifica costituzionale che derivano dalla legislazione federale, in particolare, in questo caso, dalle disposizioni del Codice delle Obbligazioni (CO), materia di competenza del Parlamento federale”.

Il nuovo articolo costituzionale prevede un intervento volto a impedire un licenziamento sostitutivo, scrive Pronzini. “In realtà poco importa, in questo contesto, che il licenziamento abbia luogo per sostituire il lavoratore con un lavoratore non residente; infatti, l’obiettivo di tale atto è quello di assumere un nuovo lavoratore con un salario inferiore. Anche se un lavoratore patrizio di Sementina venisse sostituito con uno patrizio di Semione, ci troveremmo sicuramente di fronte a un “licenziamento di sostituzione” con l’obiettivo di contribuire all’abbassamento del livello dei salari, cioè al dumping. Qualunque sia, quindi, la prospettiva nella quale ci si muove, al fine di consentire un intervento riparatore di fronte a un simile atto è necessario che la legge superiore applicabile preveda questa possibilità”.

Poi ricorda le disposizioni del CO sulle disdette abusive e di disdette in tempo inopportuno. I primi includono i licenziamenti motivati da una ragione intrinseca alla personalità del lavoratore (convinzioni politiche o religiose, orientamenti sessuali, nazionalità, condizione familiare, ecc.), dal fatto che il destinatario eserciti un diritto costituzionale o faccia valere in buona fede pretese derivanti dal rapporto di lavoro, oppure eserciti un’attività sindacale. I secondi comprendono i licenziamenti inflitti durante un periodo di servizio militare o protezione civile, di malattia o infortunio (entro certi limiti temporali) o durante la gravidanza e nelle 16 settimane dopo il parto.

Il “licenziamento sostitutivo” non è contemplato dalle attuali norme del CO, conclude Pronzini. “Per poter operare nel senso indicato dal nuovo disposto costituzionale, si rendono pertanto necessarie due modifiche del CO, senza le quali detto disposto non sarebbe altro che aria fritta, pure chiacchiere lanciate solo con l’obiettivo di far leva sulla disperazione di chi perde il posto di lavoro. Propone quindi l’allargamento del concetto di licenziamento abusivo anche ai cosiddetti “licenziamenti di sostituzione” e l’introduzione nel Codice delle obbligazioni della nullità della disdetta nei casi di un comprovato licenziamento abusivo, messo in atto per sostituire un lavoratore con un altro pagato di meno.

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