POLITICA E POTERE
Comunicazione svizzera: "No a una legge 'coreana' che penalizza l'economia. No al monopolio di Stato su lotterie, tombole e giochi in radio e in tivù. La proposta del Consiglio federale è folle e metterebbe in ginocchio anche la Catena della solidarietà!"
Maria Luisa Bernini sul progetto che settimana prossima approda al Nazionale: "Ulteriori cambiamenti avverranno con i giochi offerti online. Per non essere bombardati da offerte dall’estero, verranno imposti i blocchi sulla rete internet tipici di Paesi come la Cina o la Corea del nord"
di Maria Luisa Bernini *

Mercoledì prossimo il Consiglio nazionale deciderà se dare vita ad un nuovo e pesantissimo monopolio che inciderà fortemente sulla libertà di commercio garantita dalla Costituzione svizzera.

Se una revisione era assolutamente necessaria, la legge attualmemte in vigore è infatti del lontano 1923, la nascita di un monopolio e il proibizionismo non lo sono.

2,7 miliardi di franchi - questa è la cifra d’affari che in Svizzera viene realizzata ogni anno - fanno invero gola a molti. Le attività sostenute con i proventi delle lotterie e delle scommesse sono importanti per il benessere della popolazione e vengono ridistribuiti tramite i Cantoni per le attività più svariate di utilità pubblica: dallo sport, alla cultura, a progetti umanitari nonché alla prevenzione dalle dipendenze.

Negli anni molti imprenditori hanno potuto realizzare le proprie idee, la creatività ha fatto nascere nuovi business che vanno dai giochi di comunità a quelli radiofonici e televisivi, la generosità della nostra gente ha permesso alla Catena della solidarietà di intervenire tempestivamente in regioni toccate dalle più gravi catastrofi.

Da mercoledì prossimo, se il Consiglio nazionale seguirà le indicazioni di alcune maggioranze, questo non sarà più possibile. Non sarà più possibile partecipare ai giochi radiofonici e televisivi, la catena della solidarietà non potrà più aiutare le persone bisognose, le aziende che offrono giochi di comunità non potranno più esistere perché del tutto si occuperà lo Stato. Le conseguenze negative per l’economia ed i privati sono evidenti. È una follia!

Ulteriori cambiamenti avverranno con i giochi offerti online. Per non essere bombardati da offerte dall’estero, verranno imposti i blocchi sulla rete internet tipici di Paesi come la Cina o la Corea del nord, questi dovrebbero impedire di giocare sui portali esteri.

Se oggi non sembra possibile neanche bloccare le telefonate moleste è lecito domandarsi come si possa riuscire ad introdurre dei blocchi sulla rete che nel giro di 30 secondi riapparirebbero con un altro indirizzo IP.

Siccome notoriamente la legge svizzera si applica in Svizzera e non all’estero, invece di proibire, il Consiglio nazionale potrebbe decidere di regolamentare i casi che si presentano. Una regolamentazione che permetterebbe alle diverse attività economiche e sociali di sopravvivere come le abbiamo oggi, e lascerebbe la possibilità di intervenire laddove è strettamente necessario.

Non dimentichiamo da ultimo che, come dimostrano i casi storici di Francia e Germania, il proibizionismo anche nel settore delle scommme e delle lotterie ha portato a situazioni di mercato nero. Insomma: non castriamo il marito per farla alla moglie!

* vicepresidente CS Comunicazione Svizzera

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