"La massa di lavoro a volte è tanta, per cui ogni tanto ci si sofferma e ci si chiede: ‘È a posto così, visto l’ammontare mensile? State facendo qualcosa?’. Perché tutto è nato come una emergenza, poi a poco a poco le cose si sono stabilizzate. Il collega contabile, responsabile dell’Ufficio del sostegno mi diceva: ‘Guarda, ti faccio parlare con il mio capo’. E Renato Scheurer (ndr. capo dell’Ufficio del sostegno) telefonicamente mi ha sempre confermato: ‘No. È giusto così, si va avanti tacitamente, il contratto è valido’. È vero, non ho mai preso alcuna nota. È una cosa che ho capito solo ora, dopo questa vicenda. Se c’è una conversazione al telefono chiedo una conferma per iscritto".