Il PPD ricorda infine che “la proposta popolare democratica chiedeva sostanzialmente di controllare sistematicamente tutti i nuovi permessi di lavoro in quei settori dove sono in vigore dei contratti collettivi decretati d’obbligatorietà generale, come pure dei contratti normali di lavoro. Lo scopo di questa verifica altro non è che quella di bloccare sul nascere situazioni nelle quali i minimi salariali contrattuali non fossero rispettati evitando quindi che lo Stato debba intervenire in un secondo tempo quando i buoi, come spesso accade, sono già tutti fuori dalla stalla. Proprio nel giorno in cui la giustizia ticinese ha condannato lo sfruttamento di due lavoratori nel bellinzonese, a ennesima riprova del degrado con cui è confrontato il nostro mercato del lavoro, dalla politica ticinese ci si aspettava un altro tipo di atteggiamento. Il nostro partito continuerà con i fatti a battersi a favore di un mercato del lavoro sano, a tutela dei lavoratori di questo Cantone e a difesa di quegli imprenditori onesti che a causa di una concorrenza sempre più sfrenata e spregiudicata si trovano sempre più in difficoltà”.