POLITICA E POTERE
Pacchetto "fiscosociale": critiche da Regione e Corriere. Fabio Pontiggia demolisce con la ruspa: "Molto deludente". Aldo Bertagni: "Diciamo le cose senza falsi pudori: abbiamo bisogno dei 7'000 milionari"
I quotidiani ticinesi molto critici verso le misure della riforma proposta ieri dal Governo. Particolarmente duro il direttore del Corriere: "Pochi sgravi e un sussidio a pioggia”
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Sgravi per le imprese e 7'000 "paperoni", in cambio di aiuti alle famiglie: ecco il pacchetto "fiscosociale" del Consiglio di Stato

18 SETTEMBRE 2017
POLITICA E POTERE

Sgravi per le imprese e 7'000 "paperoni", in cambio di aiuti alle famiglie: ecco il pacchetto "fiscosociale" del Consiglio di Stato

18 SETTEMBRE 2017
BELLINZONA - Una bocciatura secca e un’insufficienza, benché più leggera e sfumata. Il Corriere del Ticino e la Regione stangano il pacchetto “fiscosociale” presentato ieri dal Consiglio di Stato.

 

Particolarmente severa la stroncatura da parte del CdT che, con un fondo a firma del direttore Fabio Pontiggia, demolisce il progetto di riforma. “Pochi sgravi e un sussidio a pioggia”, il titolo del commento di Pontiggia che bolla come “molto deludente” il pacchetto.

 

Quattro i motivi alla base della bocciatura: “Il primo. Ci si aspettava la riduzione, finalmente, dell’aliquota d’imposta sugli utili delle persone giuridiche (e non solo di quella – sacrosanta – sul capitale). Di questo sgravio non vi è invece alcuna traccia. Rinviato alla seconda tappa? Chissà. Il secondo. Il pacchetto ignora le persone fisiche, con l’eccezione dei titolari di sostanza elevata. La riduzione dell’aliquota massima su quest’ultima è necessaria, ma limitare a questo l’attenzione per le persone fisiche è largamente insufficiente. Non c’è nulla per i contribuenti single. Il terzo punto debole. Viene proposto un assegno per congedo parentale di 3.500 franchi. Si pensava che dopo i dibattiti degli anni scorsi sui sussidi di cassa malati versati anche ad assicurati con diecimila franchi di reddito (e più) al mese, la stagione dei sussidi a pioggia fosse archiviata. Invece no. Questa non è socialità mirata, bensì – ripetiamo – a pioggia. Il quarto punto debole. Il Governo approfitta dell’occasione per prorogare ancora una volta (addirittura fino al 2023) quello che doveva – nel 2005 – essere un supplemento d’imposta provvisorio (sull’imposta immobiliare cantonale delle persone giuridiche). È la conferma – se mai ve ne fosse bisogno – che non esistono imposte provvisorie: una volta introdotte, nessuno le schioda più”.

 

Il vicedirettore della Regione Aldo bertagni, dal canto suo, definisce la proposta del Governo - approvata all’unanimità - “di pesante digestione accompagnata, non a caso, da un blando digestivo”.

 

“L’intero pacchetto fiscale e sociale - osserva Bertagni- è stato costruito su questo pilastro: ridurre l’imposizione dei milionari qui residenti perché altrimenti questi scappano altrove, anche perché il Canton Ticino in questo specifico segmento è agli ultimi scalini della classifica svizzera, il più fiscalmente esigente verso chi molto ha guadagnato o ereditato. La riforma si attribuisce anche i termine “sociale” perché prevede un potenziamento delle strutture di accoglienza dei bambini in età prescolare e scolare, ma soprattutto – vera innovazione – l’assegno parentale, ovvero 3’500 franchi una tantum per ogni figlio che nascerà a partire dal prossimo anno ai genitori qui residenti con un reddito lordo familiare non superiore ai 140’000 franchi. Si prevedono circa duemila casi all’anno”.

 

“Un incentivo alla natalità - chiosa il vicedirettore all Regione - che farà felice chi già sta pensando di mettere su famiglia, ma non aiuta certo chi di figli già ne ha parecchi e fatica a mantenerli. E allora questa nuova “invenzione” a cosa serve se non a digerire un po’ meglio la ricetta fiscale? Perché mai, altrimenti, si sarebbe deciso di inserirla in questo pacchetto? Tanto vale dirlo senza falsi pudori. Abbiamo bisogno dei settemila milionari qui residenti perché la gallina dalle uova d’oro – le banche – s’è dimagrita parecchio. E anche perché la qualità di lavoro e reddito fatica a decollare. Tutto il resto è aria fritta o quasi”.

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