POLITICA E POTERE
No alle Suppletive, l'UDC: "Serve chiarezza. Venga abolito il voto in estate"
L'UDC: "Non sembra né legale né ragionevole lasciare vacante la rappresentanza del Cantone nella Camera Alta"
TIPRESS

BELLINZONA – Il Consiglio di Stato ha deciso ieri all'unanimità di non organizzare delle elezioni suppletive per sostituire il posto vacante al Consiglio agli Stati dopo l'elezioni di Marina Carobbio in Governo. L’UDC vuole "fare chiarezza, anche perché non sembra né legale né ragionevole lasciare vacante la rappresentanza del Cantone nella Camera Alta. Perciò conformemente alle vie istituzionali chiede una riunione urgente dell’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio", si legge in un comunicato stampa.

L’UDC chiede anche di "riprendere la sua iniziativa ancora inevasa del dicembre 2022 al fine di togliere il divieto di svolgere le votazioni e le elezioni cantonali durante l’estate. La decisione del governo ticinese di non organizzare elezioni suppletive per sostituire Marina Carobbio al Consiglio agli Stati ha suscitato forti perplessità e smarrimento nel Cantone. Per fare chiarezza, capire le motivazioni del governo e valutare eventuali passi da intraprendere, l’UDC tramite il capogruppo Sergio Morisoli e in conformità alla legge sul Gran Consiglio, chiede una riunione d’urgenza dell’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio. Riteniamo che la via istituzionale parlamentare da noi scelta, se accettata, permetterà di dare le necessarie rassicurazioni alle cittadini e ai cittadini ticinesei per ciò che riguarda la legalità della decisione e le garanzie di esercizio dei diritti popolari".

E ancora: "L’UDC a questo proposito, e per risolvere il problema, chiede anche di affrontare subito la sua iniziativa parlamentare elaborata e ancora inevase per modificare la Legge sull’esercizio dei diritti politici (LEDP) e segnatamente con la proposta di emendare la LEDP sopprimendo il divieto di tenuta di elezioni e votazioni cantonali nei mesi di luglio e agosto, così come depositata lo scorso 15 dicembre 2022 da Paolo Pamini e cofirmatari e rimasta inevasa dopo che il GC non aveva votato l’urgenza. Il Governo su tale iniziativa non ha detto di voler esercitare il diritto di esprimersi entro i 2 mesi dal deposito; pertanto, il Gran Consiglio la può evadere nella forma dell’urgenza senza scontrarsi con la volontà del Governo".

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