POLITICA E POTERE
"I molinari hanno superato il limite della decenza"
I vicepresidenti del PLR luganese Rezzonico e Luatti sparano a zero sul Corriere del Ticino: "Tutte le ipotesi di soluzioni sono fallite a causa loro: la misura è colma"

di Fabio Rezzonico e Giovanni Luatti*

Quando siamo confrontati con comportamenti illegali, inaccettabili, che superano i limiti considerati giusti, normali o tollerabili, allora la misura è colma! Non sono tollerabili ulteriori comportamenti illegali. Il tema dell’autogestione occupa da troppo tempo le prime pagine dei giornali, non per contenuti degni di nota, ma per le illegalità delle azioni di protesta del Molino. Una logica irritante, irrispettosa, un atteggiamento che ha superato il limite della decenza. Il concetto di Autogestione lo troviamo già nei principi chiave del Manifesto del Partito Comunista del 1948, dove le decisioni dovrebbero essere prese in modo democratico e dove tutti i membri contribuiscono attivamente all’autogestione e all’organizzazione. Oggi questo modello ha fallito e il movimento Il Molino ne è l’esempio.

Fondato nel 1980, rappresentava un luogo d’incontro e di attività socioculturali alternative con eventi, dibattiti, concerti, mostre e attività sociali che favorivano lo scambio d’idee all’interno della comunità. Il Molino non ha saputo affrontare le sfide e i cambiamenti, perdendo il suo ruolo di alternativa alle strutture tradizionali, ergendosi unicamente a paladino dell’illegalità e della protesta fine a sé stessa, basata sull’occupazione di spazi privati o piazze, senza alcuna effettiva apertura al dialogo.

Il PLR di Lugano condanna fermamente l’illegalità e questo modo di agire distruttivo del Molino, che genera solo importanti costi d’intervento di polizia e di riparazione dei danni: tutto a carico del cittadino che in questo difficile momento ha ben altro a cui pensare. Un comportamento riprovevole, irrispettoso dell’autorità, della collettività e dei cittadini che pagano le tasse, in chiaro contrasto con lo spirito dell’autogestione. Questi individui sono anacronistici, irrispettosi, privi di una visione costruttiva e in continua contraddizione con loro stessi: tutti aspetti estranei al concetto di autogestione, da cui però traspare come il loro vero interesse non sia rilanciare il movimento socio-culturale alternativo, ma continuare a fare quello che vogliono, come e dove vogliono, totalmente incuranti della legalità, della collettività e delle logiche di convivenza. Per fortuna Lugano è ricca di movimenti e associazioni che operano nella legalità, con un approccio liberale e moderato.

Chiaro esempio che se si vuol e si può fare e che anche l’autogestione, se lo volesse, potrebbe esprimersi nella legalità e rispettando la popolazione. Tutte le ipotesi di soluzioni proposte sono fallite a causa di questo atteggiamento irresponsabile, privo di legittimità e che rappresenta un modello di autogestione irrealizzabile. Le occupazioni e manifestazioni di questi giorni dimostrano la reale assenza di volontà del Molino di trovare soluzioni pragmatiche. Per il PLR la misura è colma e auspica l’intervento risoluto da parte dell’Autorità nei confronti di questi personaggi, affinché la legalità sia ripristinata e i danni risarciti, come accade per tutti gli altri cittadini che commettono infrazioni! La Legge è uguale per tutti e i cittadini luganesi vanno rispettati e tutelati. A queste condizioni, non vi è altra via d’uscita

*Vicepresidenti PLR di Lugano - Articolo pubblicato sull'edizione odierna del Corriere del Ticino

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