POLITICA E POTERE
“Basta carte inutili”: lo Stato si procuri i documenti che già ha
Iniziativa interpartitica per ridurre la burocrazia: nell’era digitale, i cittadini dovrebbero poter delegare al Cantone la raccolta degli atti ufficiali. Meno duplicazioni, più efficienza
TiPress / Carlo Reguzzi

BELLINZONA – Lo Stato deve smettere di chiedere ai cittadini documenti che già possiede. È il cuore dell’iniziativa parlamentare depositata nei giorni scorsi al Gran Consiglio da rappresentanti di PLR, Centro e Lega, con l’obiettivo di semplificare le procedure burocratiche e alleggerire il carico amministrativo per i cittadini. Ne dà notizia laRegione in un articolo pubblicato oggi.

Prima firmataria dell’iniziativa è la deputata liberale radicale Cristina Maderni, affiancata dai colleghi di partito Alessandra Gianella, Luca Renzetti e Diana Tenconi, dai centristi Fiorenzo Dadò, Gianluca Padlina e Alessandro Corti, e dai leghisti Alessandro Mazzoleni e Sem Genini. I promotori chiedono che il Consiglio di Stato elabori le basi legali per permettere ai cittadini di delegare formalmente all’autorità cantonale la raccolta di determinati documenti, tramite apposite liberatorie. "Non è più tollerabile – si legge nella proposta – che lo Stato pretenda dai cittadini certificati come l’estratto delle esecuzioni o del casellario giudiziale, che esso stesso ha rilasciato". Una contraddizione tanto più evidente in un’epoca in cui la digitalizzazione dovrebbe ridurre drasticamente l’uso della carta e lo scambio fisico di documenti. "Oggi tutto si sposta online – sottolineano i firmatari – e anche la pubblica amministrazione ha avviato sportelli digitali e processi di dematerializzazione".

L’iniziativa chiede quindi che, su richiesta e con consenso scritto del cittadino, sia lo Stato a raccogliere i propri atti, esclusivamente per le procedure in corso. Il principio non sarebbe generalizzato, ma puntuale e vincolato alla volontà dell’interessato. Tra gli esempi citati: l’apertura di esercizi pubblici, le autorizzazioni per attività fiduciarie o le assunzioni nella pubblica amministrazione.
Una proposta che si inserisce nel solco tracciato da precedenti interventi parlamentari, come l’iniziativa Isabella del 2023 e la petizione “Meno burocrazia” accolta dal Gran Consiglio nel 2020, ma rimasta senza seguito concreto. "Nemmeno il messaggio governativo 8555 sulla digitalizzazione – sottolinea Maderni – prevede espressamente la creazione di un sistema che autorizzi lo Stato, su richiesta, a raccogliere autonomamente i documenti che possiede".

L’intento è quindi duplice: evitare duplicazioni inutili e razionalizzare la gestione dei dati in modo moderno, coerente e rispettoso della volontà del cittadino. Una misura di buon senso, affermano i promotori, che potrebbe rappresentare un primo passo verso un’amministrazione pubblica più efficiente e meno gravosa.

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