POLITICA E POTERE
Post antisemiti, denuncia contro Beltrametti
La sezione ticinese dell’Associazione Svizzera-Israele si rivolge al Ministero pubblico: “Affermazioni gravissime”. Appello anche al Municipio di Locarno

LOCARNO – Dopo l’espulsione da “Avanti con Ticino&Lavoro”, per Filippo Beltrametti arriva anche una denuncia penale. A presentarla è stata l’Associazione Svizzera-Israele (Sezione Ticino), che definisce “antisemitismo esplicito” i post comparsi sui social del consigliere comunale locarnese. La decisione, confermata da “laRegione”, è stata accompagnata da un appello al Municipio di Locarno affinché “prenda i provvedimenti necessari”.

Secondo l’associazione, le esternazioni di Beltrametti hanno superato “ogni limite”: nei suoi scritti avrebbe dichiarato di “capire” le ragioni di Hitler nello sterminio degli ebrei, rilanciando propaganda e retorica di matrice nazista. Per il presidente della Sezione Ticino, Adrian Weiss, si tratta di “gravissime affermazioni pubbliche che disumanizzano un intero popolo e legittimano la persecuzione su base etnica e religiosa”.

La reazione è stata durissima: “Non è una critica politica, ma antisemitismo puro – afferma l’associazione – un linguaggio che incita all’odio e alla violenza, incompatibile con il ruolo di un rappresentante eletto”. Da qui la denuncia al Ministero pubblico e la richiesta di un segnale chiaro da parte delle istituzioni, del mondo politico e dei media per arginare il dilagare dell’odio antiebraico anche in Svizzera.

Beltrametti, dal canto suo, respinge le accuse: contattato da laRegione, ha sostenuto che i suoi post sono stati “estrapolati dal contesto” e che le sue prese di posizione erano “critiche politiche verso lo Stato di Israele e le sue politiche, non contro la popolazione israeliana”. A suo dire, “tacciarlo di antisemitismo” per le parole usate sarebbe “ingiusto e diffamatorio”.

L’Associazione Svizzera-Israele ha espresso “profonda indignazione” e ha ricordato episodi recenti, come le contestazioni subite a Lugano dall’attivista Angelica Edna Calò Livnè, candidata al Nobel per la pace, o le aggressioni verbali avvenute durante la Giornata della Memoria. “L’antisemitismo – conclude la nota – è un problema attuale e pericoloso. Occorre una vigilanza attiva e un impegno concreto da parte delle autorità e della società civile”.

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