POLITICA E POTERE
Gobbi e Zali: "Sì al canone a 200 franchi"
I due ministri leghisti, con un articolo pubblicato sul Mattino della Domenica, si smarcano dal Governo che ha dato indicazione di voto contraria all'iniziativa in votazione l'8 marzo

di Norman Gobbi e Claudio Zali*

In molti sostengono che si tratti di un “harakiri”, perché la Svizzera italiana e il Ticino traggono maggiore beneficio rispetto alle altre regioni linguistiche dalla suddivisione degli introiti del canone radiotelevisivo. Dal nostro punto di vista si tratta invece del ridimensionamento di un ente che ipermediatizza la nostra realtà, presso il quale c’è chi utilizza (in qualità di giornalista) il servizio pubblico per scopi attivistici e non informativi.

La riduzione del canone non significa l’estinzione del servizio pubblico, che in una società democratica riveste un ruolo importante: con 200 franchi all’anno la SSR continuerebbe a disporre di risorse significative per realizzare un’informazione e programmi di qualità su scala nazionale.

L’iniziativa punta inoltre ad allineare il canone all’effettivo utilizzo dei media, rendendo il sistema più equo tra giovani e anziani, tra chi fruisce poco dei servizi e chi lo fa con continuità.

Per tutte queste ragioni, un SÌ a “200 franchi bastano!” significa meno costi inutili, più equità fiscale e una gestione più rigorosa e trasparente delle risorse del servizio pubblico.

*Consiglieri di Stato Lega - articolo pubblicato sul Mattino della domenica

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