Carobbio: "La dipendenza dall’utilizzo di dispositivi elettronici pone seri problemi di salute individuale e pubblica, che come responsabile del DECS, ma anche come medica, ritengo vadano affrontati. È un problema di società"

Dal prossimo 30 marzo nelle scuole dell’obbligo ticinesi i cellulari dovranno restare spenti e non visibili per tutta la durata delle attività scolastiche. Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) ha infatti emanato nuove direttive che rafforzano e ampliano le regole già in vigore, estendendo il divieto anche alle scuole comunali.
Le disposizioni si applicano all’intero perimetro scolastico: non solo nelle aule, ma anche nei corridoi, nei bagni, negli spogliatoi, nelle palestre e negli spazi esterni come giardini, corti e posteggi per biciclette. I dispositivi mobili personali di allieve e allievi dovranno essere sempre spenti – non semplicemente in modalità aerea – e non visibili dall’inizio fino al termine delle attività scolastiche.
La misura si inserisce nel più ampio quadro delle politiche promosse dal DECS per il benessere digitale e rappresenta un ulteriore passo in un percorso avviato già da diversi anni. Il Ticino, ricordano dal Dipartimento, era stato tra i primi cantoni a intervenire sul tema: già nel 2018 erano state introdotte norme per regolamentare l’uso degli smartphone alle scuole medie, poi rafforzate nel 2020 con un divieto di fatto all’interno del perimetro scolastico.
Alla base delle nuove direttive vi è soprattutto l’evoluzione del contesto sociale, caratterizzato da una diffusione sempre più ampia e precoce dei dispositivi digitali tra i giovani. Un fenomeno che, secondo il DECS, richiede un aggiornamento delle regole anche per ragioni educative e di salute pubblica.
«La dipendenza dall’utilizzo di dispositivi elettronici pone seri problemi di salute individuale e pubblica, che come responsabile del DECS, ma anche come medica, ritengo vadano affrontati. È un problema di società. La scuola può giocare un ruolo. Si tratta di moltiplicare gli sforzi per rafforzare l’educazione all’uso consapevole, responsabile e sicuro delle nuove tecnologie, anche costruendo un’alleanza educativa con le famiglie. Si tratta al tempo stesso di garantire che gli spazi scolastici restino un luogo di scambi umani, di relazioni interpersonali, di socializzazione», sottolinea la consigliera di Stato Marina Carobbio Guscetti.
L’intenzione di estendere il divieto anche alle scuole comunali era già stata annunciata lo scorso anno scolastico. «Come DECS – aveva affermato la Direttrice del DECS Marina Carobbio Guscetti nell’ambito della conferenza stampa di apertura dell’anno scolastico 2025/2026 – riteniamo opportuno e doveroso sentire e far tesoro dei pareri delle autorità politiche e scolastiche comunali, di altri portatori di interesse, tra cui la Conferenza cantonale dei genitori, e del mondo della scuola, al fine di elaborare e introdurre normative condivise e adeguate al contesto».
Le nuove direttive sono infatti il risultato di un processo di consultazione che ha coinvolto, negli ultimi mesi, numerosi attori del mondo scolastico: direzioni degli istituti, autorità comunali, associazioni dei genitori e servizi cantonali. Tra gli elementi considerati vi è anche un sondaggio condotto nel 2025 tra le scuole medie, che ha permesso di raccogliere dati sulle esperienze maturate con le normative precedenti e sulle principali criticità riscontrate.
Il Dipartimento sottolinea come l’obiettivo non sia solo quello di limitare l’uso dei dispositivi, ma anche di rafforzare l’educazione digitale. «La sfida educativa e di salute pubblica dovuta alla diffusione sempre più ampia, precoce e spesso non sufficientemente accompagnata di dispositivi mobili personali tra ragazze, ragazzi, bambine e bambini, che negli ultimi anni ha subito un’ulteriore accelerazione, è particolarmente impegnativa. Un uso eccessivo o improprio di tali dispositivi, specialmente tra giovanissimi, pone rischi di salute che vanno presi sul serio e che richiedono degli interventi in termini di prevenzione, sensibilizzazione e accompagnamento. Una risposta efficace a questa sfida che coinvolge tutta la società non può prescindere da una stretta collaborazione tra famiglie, scuola e altre istituzioni educative. In tal senso, indipendentemente dalle presenti direttive e da quanto portato avanti in ambito scolastico, un dialogo e un allineamento tra scuola e famiglia, d’intesa con altri attori dello Stato e della società civile sull’uso dei media digitali è essenziale, andando nella direzione di un’alleanza educativa digitale nell’interesse della tutela della salute e del benessere di ragazze, ragazzi, bambine e bambini», aggiunge Carobbio.
Una prima valutazione dell’impatto delle nuove misure è già prevista al termine dell’anno scolastico 2025/2026. In quell’occasione il DECS valuterà eventuali adeguamenti, tenendo conto anche del parere del Consiglio cantonale dei giovani.