POLITICA E POTERE
Zali si ricandida: “Resto al Territorio”. Ma tiene aperta la porta a Berna
Il consigliere di Stato leghista rompe gli indugi in un’intervista a laRegione: preferisce una lista solo Lega, attacca l’Udc e guarda anche alla Camera alta come piano B
TiPress / Pablo Gianinazzi

BELLINZONA - Claudio Zali scioglie le riserve: sarà della partita alle Cantonali del 2027. In un’ampia intervista rilasciata a laRegione e firmata da Daniel Ritzer, il direttore del Dipartimento del territorio conferma senza esitazioni la sua volontà di ricandidarsi: “Mi ricandido, certo”.

Una decisione che, spiega, nasce dalla convinzione di avere ancora l’energia e la motivazione per portare avanti i dossier aperti, alcuni dei quali – dal tram-treno del Luganese alla circonvallazione Agno-Bioggio – restano ancora lontani dal traguardo. “È un lavoro logorante, ma mi piace e voglio vedere i progetti arrivare a compimento”, afferma.

La ricandidatura di Zali si inserisce tuttavia in un quadro politico tutt’altro che lineare. Il consigliere di Stato non nasconde di preferire una lista composta esclusivamente da esponenti della Lega e lascia chiaramente intendere che l’intesa con l’Udc sia appesa a un filo. “Non ritengo che sia la mia ricandidatura a consumare uno strappo con l’Udc”, afferma, sostenendo che siano piuttosto i democentristi ad aver espresso pubblicamente pregiudiziali nei suoi confronti. Una posizione con cui rivendica la volontà della Lega di difendere la propria identità e di non sottostare a quelle che considera imposizioni inaccettabili. Ne emerge lo scenario di una possibile corsa separata, che Zali interpreta anche come una scelta strategica: preservare l’indipendenza del Movimento ed evitare il rischio di essere “fagocitati” da un partito più forte sul piano nazionale.

In caso di rielezione, Zali non ha dubbi: il suo futuro resta al Dipartimento del territorio. L’esperienza alle Istituzioni viene invece definita “a termine”, con l’obiettivo di chiudere i principali dossier legati alla giustizia entro fine legislatura. Con Norman Gobbi, nonostante la competizione interna per il seggio, il clima viene descritto come sereno: “Siamo i due consiglieri più anziani e affrontiamo la situazione senza colpi bassi”.

E se le urne dovessero essere meno favorevoli? Zali non esclude un’alternativa: la politica federale. “La Camera alta”, conferma, lasciando intendere che un’eventuale mancata rielezione potrebbe aprire la strada a una candidatura agli Stati nel 2027. Una prospettiva che, nel caso di rottura con l’Udc, potrebbe avere anche ripercussioni sugli equilibri federali.

Sul fronte dei contenuti, Zali passa in rassegna i principali dossier. Tra questi la riforma della nomina dei magistrati, con l’obiettivo di rafforzare il peso del merito rispetto alla politica, il nodo della logistica giudiziaria e il futuro della polizia, dove resta aperta anche l’ipotesi di una polizia unica. Non manca poi il capitolo energia, definito “strategico”, con l’accento sulla necessità di rafforzare la produzione indigena e ridurre la dipendenza dall’estero. Ma è soprattutto la situazione finanziaria a preoccupare: “Il prossimo governo avrà tanti problemi. L’esplosione dei costi sociosanitari sarà il tema centrale della prossima legislatura”.

Zali non si sottrae infine a un pizzico di autocritica: “Certi giorni penso di non aver concluso nulla, altri che ho ancora la capacità di trovare soluzioni”. Sul futuro resta pragmatico: “Accetterò senza problemi il responso delle urne. La mia vita non dipende dalla luce dei riflettori”.

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