POLITICA E POTERE
No ai migranti nell'ex caserma di Fornasette, il PLR di Tresa: "Ci hanno ascoltati"
Ma il partito chiede una visione più ampia per il futuro del Comune, fondata sul rafforzamento della sicurezza, sul presidio del territorio, sul sostegno alle attività economiche locali

TRESA - La sezione di PLR Tresa accoglie con soddisfazione la decisione di abbandonare il progetto che avrebbe voluto trasformare l’ex caserma dei Carabinieri di Fornasette, sul versante italiano del confine, in un centro destinato all’accoglienza di migranti.

In un comunicato stampa diffuso nelle scorse ore i liberali radicali sottolineano di essere stati “i primi” ad avere raccolto, già a partire da gennaio 2025, le preoccupazioni espresse da cittadini, famiglie e commercianti della zona di confine. Preoccupazioni legate, si legge nel testo, a una situazione percepita come sempre più fragile, caratterizzata da “controlli insufficienti”, da un crescente senso di insicurezza e da una percezione di abbandono da parte delle istituzioni superiori.

Il PLR Tresa rivendica inoltre di avere sollevato pubblicamente il tema già il 22 febbraio 2025, attirando l’attenzione delle autorità cantonali e federali sulle possibili ripercussioni che una simile struttura avrebbe potuto avere per Tresa e per l’intero Malcantone. Secondo la sezione, la presa di posizione avrebbe contribuito ad aprire un dibattito non soltanto in Ticino, ma anche tra le autorità politiche e istituzionali italiane e tra i residenti che vivono a ridosso del confine.

Nel comunicato, il partito insiste sulla necessità di trovare un equilibrio tra solidarietà e realismo, sostenendo che le comunità locali non possano essere chiamate a sostenere decisioni “calate dall’alto” senza una seria valutazione dell’impatto sulla sicurezza, sulla qualità di vita e sulla coesione sociale. Le regioni di frontiera, sottolinea il PLR, meritano “attenzione, ascolto e rispetto”.

Per i liberali radicali di Tresa, la rinuncia al progetto rappresenta “un primo importante passo”, ma non può essere considerata sufficiente. Il partito chiede infatti una visione più ampia per il futuro del Comune, fondata sul rafforzamento della sicurezza, sul presidio del territorio, sul sostegno alle attività economiche locali e sulla valorizzazione delle risorse paesaggistiche e turistiche della regione.

 
 
 
 

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