POLITICA E POTERE
Svizzera da 10 milioni bocciata, ma il Ticino dice sì. Plebiscito per la neutralizzazione delle stime
Sul fronte cantonale, invece, è stata nettamente respinta l’iniziativa per il rimborso delle cure dentarie, bocciata dal 70,16% dei votanti

Come da pronostico, la maggioranza degli elettori ha detto no all’iniziativa popolare “No a una Svizzera da 10 milioni”, ma il Ticino ha scelto una strada diversa. Se a livello nazionale il testo promosso dall’UDC è stato respinto dal popolo e soprattutto dalla maggioranza dei Cantoni, nel nostro Cantone l’iniziativa è stata approvata dal 50,66% dei votanti.

Trattandosi di una modifica costituzionale, era necessaria la doppia maggioranza di popolo e Cantoni. Un requisito che non è stato raggiunto, decretando così la bocciatura definitiva della proposta. Il “no” a livello nazionale si è attestato attorno al 55%.

Diversa la situazione in Ticino, appunto, dove una maggioranza seppur risicata ha sostenuto il testo dell’UDC che chiedeva di limitare la crescita demografica del Paese e di intervenire con maggiore decisione sul tema dell’immigrazione.

Sempre in ambito federale, gli elettori ticinesi hanno approvato anche la modifica della legge sul servizio civile con il 53,86% dei voti.

Sul fronte cantonale, invece, è stata nettamente respinta l’iniziativa per il rimborso delle cure dentarie, bocciata dal 70,16% dei votanti. Largo consenso, invece, per la neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima degli immobili, accettata dal 74,01% dei cittadini.

UDC: “Un segnale che Berna non può ignorare”


Pur prendendo atto della sconfitta nazionale, l’UDC svizzera non nasconde la propria soddisfazione per il risultato ottenuto. Il partito parla di un risultato che dimostra come una parte importante della popolazione condivida le preoccupazioni legate all’immigrazione e alle sue conseguenze.

Il presidente del partito Marcel Dettling ha rilevato che quasi metà del Paese ha espresso la volontà di porre un freno all’immigrazione incontrollata, inviando un messaggio politico che il Consiglio federale e gli altri partiti non potranno ignorare.

L’UDC ritiene ora che la responsabilità delle conseguenze future della politica migratoria ricada sugli avversari dell’iniziativa, accusati di aver respinto il progetto senza offrire soluzioni alternative.

La Lega: “Il Ticino ha parlato chiaro”


Particolarmente soddisfatta la Lega dei Ticinesi, che mette l’accento proprio sul risultato cantonale.

Secondo il movimento di via Monte Boglia, il voto dimostra come il Ticino percepisca in modo particolarmente diretto gli effetti dell’immigrazione, dalla pressione sul mercato del lavoro all’aumento del traffico, fino ai costi sociali e alla trasformazione del territorio.

Per la Lega, il risultato rappresenta una richiesta chiara alle autorità federali affinché tornino a governare i flussi migratori invece di subirli. Il movimento sostiene inoltre che le forze politiche contrarie all’iniziativa siano ora chiamate a presentare proposte concrete per affrontare le problematiche denunciate durante la campagna.

Stime immobiliari, la Lega esulta


Grande soddisfazione in casa Lega anche per l’approvazione dell’iniziativa costituzionale sulla neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima, della quale la Lega è stata tra i promotori.

Secondo il movimento, senza la modifica approvata oggi la revisione generale delle stime prevista nel 2035 avrebbe comportato un aggravio fiscale complessivo di oltre 430 milioni di franchi. La Lega sottolinea inoltre come i proprietari immobiliari abbiano già dovuto confrontarsi con importanti adeguamenti delle stime negli ultimi anni.

Il voto viene interpretato come un chiaro segnale contro nuovi aumenti di imposta e come una richiesta alla politica di intervenire sulla spesa pubblica piuttosto che sulle entrate. In quest’ottica, la Lega rilancia anche la propria iniziativa “Stop all’aumento dei dipendenti cantonali”, auspicando che venga presto sottoposta al giudizio popolare.

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