POLITICA E POTERE
Cantonali 2027, l'UDC "scarica" la Lega e correrà con una lista propria
Niente lista comune con la Lega alle condizioni attuali. Nel mirino Claudio Zali: "Politicamente non è compatibile con la linea"

BELLINZONA – L’UDC Ticino correrà con una propria lista alle elezioni cantonali dell’aprile 2027, sia per il Consiglio di Stato sia per il Gran Consiglio. La decisione è stata presa dalla Direttiva del partito e viene presentata come una scelta di “coerenza, coraggio e rispetto verso i cittadini”. Coerenza, sottolineano i democentristi, con l’attività parlamentare portata avanti negli ultimi anni, con le battaglie politiche condotte e con le iniziative popolari lanciate direttamente o insieme ad altre forze politiche. Iniziative che, ricordano dall’UDC, nelle ultime otto occasioni sono sempre state confermate dal voto popolare.

Il nodo politico riguarda soprattutto l’eventuale lista comune con la Lega dei Ticinesi per il Consiglio di Stato. Nelle discussioni tra i due partiti, l’UDC ha espresso una chiara riserva sul nome di Claudio Zali. Secondo i democentristi, Zali avrebbe più volte criticato pubblicamente la politica dell’UDC e avrebbe dichiarato in televisione: “Mi sento politicamente più vicino a I Verdi che all’UDC”.

Una posizione che il partito definisce legittima, ma politicamente chiarificatrice. Per l’UDC, infatti, l’orientamento di Zali non sarebbe compatibile con una lista UDC-Lega dei Ticinesi, che dovrebbe rappresentare “una linea coerente di destra” e non una politica “statalista, ambientalista e contro la responsabilità individuale”. Il partito rimprovera inoltre a Zali di non avere mai riconosciuto il contributo dell’UDC nel garantire i due seggi in Consiglio di Stato, in particolare il suo.

La questione della lista per il Governo, ricorda l’UDC, avrebbe dovuto essere chiarita già nell’ottobre 2025. Il termine era poi stato rinviato alla primavera e successivamente a fine giugno. Ora anche quella scadenza è stata superata. Per i democentristi, il tempo dei rinvii è finito. “Non è più il tempo dei rinvii, ma delle decisioni”, afferma il partito, rivendicando di essersi assunto una responsabilità politica chiara.

L’UDC precisa che non si tratta di una scelta contro qualcuno, ma “per il Ticino”: per chi lavora, produce, paga le imposte, crea posti di lavoro, vive nei Comuni e chiede una politica più concreta, più vicina ai cittadini e meno prigioniera dei giochi di palazzo.

Nel comunicato, il partito dipinge un quadro critico della situazione cantonale. Dopo anni di promesse, sostiene l’UDC, il Ticino continua a confrontarsi con una pressione crescente su famiglie e ceto medio, una burocrazia sempre più invasiva, costi sanitari fuori controllo, problemi di mobilità, potere d’acquisto in calo e una perdita di fiducia nelle istituzioni.

Per questo, secondo i democentristi, il Cantone non ha bisogno di “arrocchi e arrocchini”, ma di una vera svolta.

La collaborazione con la Lega, precisa il partito, resterà possibile e auspicata sui temi concreti. Ma una lista comune per il Governo, alle condizioni attuali, non viene più considerata una prospettiva praticabile. Il Comitato cantonale sarà chiamato a ratificare le liste elettorali alla fine dell’estate.

Nelle prossime settimane entrerà in azione la Commissione cerca, composta dal presidente Gabriele Pinoja e dai membri Lucio Lorenzon e Anastassiya Fehlmann, che lavorerà alla proposta dei candidati. La lista sarà verosimilmente presentata nel mese di settembre.

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