POLITICA E POTERE
La Lega risponde all'UDC: "Sorpresi dal metodo. Nessuno ci dà patenti di legittimità"
La replica al comunicato dei democentristi: "A chi pensava di ridimensionare il ruolo politico della Lega diciamo una cosa semplice: grazie di essere passati. Siamo vivi e venderemo cara la pelle"
TIPRESS

LUGANO – La Lega dei Ticinesi prende atto della decisione dell’UDC di "presentarsi con una propria lista alle elezioni cantonali del 2027. Ma non nasconde sorpresa e irritazione, soprattutto per le modalità con cui la scelta è stata comunicata". Inizia così il comunicato della Lega dei ticinesi in risposta alla decisione di stamattina dell'UDC di presentarsi alle prossime elezioni con una lista propria.

Il movimento afferma infatti di aver appreso la decisione “unicamente attraverso i media”, nonostante nelle scorse settimane vi fossero stati contatti e scambi tra le parti.  Nel comunicato, la Lega rivendica di aver esaminato “attentamente e fino in fondo” tutte le possibili soluzioni per mantenere forte, compatta e competitiva l’area di destra in Ticino.

L’obiettivo, spiega il movimento, era "costruire un fronte saldo e credibile in contrapposizione alla sinistra, in vista delle sfide politiche dei prossimi anni". Il movimento sostiene che, per l’UDC, la discussione su una lista comune si sia progressivamente trasformata in un “problema di persone”. In particolare, sarebbe stata posta come condizione l’esclusione del consigliere di Stato Claudio Zali da un’eventuale lista condivisa. Una posizione che, per la Lega, “nei fatti, ha portato a far naufragare qualsiasi ipotesi di collaborazione”.

La Lega sottolinea che avrebbe potuto a sua volta avanzare "numerose riserve nei confronti di alcuni esponenti dell’UDC." Avrebbe potuto ricordare, afferma, "gli accordi presi durante la precedente campagna elettorale, quando era stata assicurata una collaborazione leale e costruttiva. Avrebbe potuto anche richiamare gli impegni affinché i consiglieri di Stato leghisti e i progetti sostenuti dal movimento non venissero trasformati in bersagli politici permanenti".

Eppure, osserva la Lega, negli ultimi anni non sono mancate critiche "dure nei confronti del movimento e dei suoi rappresentanti proprio da parte di esponenti democentristi". Il movimento rivendica però di aver scelto di guardare oltre le questioni personali, nella convinzione che gli interessi del Ticino dovessero prevalere sulle antipatie individuali.

La Lega assicura che continuerà a fare ciò che ha sempre fatto: "difendere il Ticino e i ticinesi con pragmatismo, concretezza e vicinanza alla popolazione. Non saranno certo altri partiti a stabilire chi abbia o non abbia il diritto di rappresentare la destra ticinese. La Lega non accetta patenti di legittimità da nessuno”.

Da oggi, annuncia il movimento, il lavoro "sarà rivolto a compattare il proprio elettorato e a rafforzare quelle sensibilità autenticamente ticinesi” che, secondo la Lega, non "coincidono sempre con le logiche e gli interessi dettati da Berna".

E infine: "A chi pensava di archiviare la Lega o di ridimensionarne il ruolo politico diciamo una cosa molto semplice: grazie per essere passati! La Lega c’è, è viva, è radicata sul territorio ed è più combattiva che mai. E, come sempre, venderà cara la pelle".

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